[Mario Plazio]
Una tipologia
sottostimata e poco conosciuta dalle nostre parti quella dei vini
démi-sec, con un leggero residuo zuccherino. A torto considerati né
carne né pesce, sanno invece reggere con eleganza abbinamenti di grande
armonia. Purchè si tratti di un grande vino, così come è il caso di
questo 2005 di Philippe Foreau, dalla perfetta definizione
Lo chenin
si esalta nel terroir tufaceo di Vouvray e nella versione démi-sec.
Dominante è la nota minerale e vulcanica, assorbita in un insieme
compatto e stilizzato, così come è nello stile di questa splendida
realtà. Sullo sfondo timide note di frutta esotica, ananas e frutto
della passione, poi pepe bianco e mela cotogna. Il tutto molto ordinato e
composto, flemmatico come un lord inglese. In bocca sfodera tutta la
sua classe. È dinamico, sottile e venato da una magnifica nota
amarognola.
Ancora giovanissimo, dirà la sua tra almeno dieci anni.
Una grandissima bottiglia, che non trova uguali tra i vini del nostro Paese.
Eleganza suprema.
Vouvray Domaine de Clos Naudin démi-sec 2005 Philippe Foreau
Tre faccini :-) :-) :-)

ieri sera mi sono per caso imbattuto in carta dei vini con questo vouvray demisec, annata 2003: ricordavo che la tua recensione mi aveva incuriosito parecchio, tanto che avevo cercato - senza successo - questo vino.
non me lo sono lasciato sfuggire: me lo hanno servito al calice, alla fine ho chiesto la wine bag e mi sono portato a casa la bottiglia, visto che era l'ultima. colore splendente,
naso esplosivo ma raffinato, bocca setosa elegantissima lunga. aristocratico, emozionante. luca