[Mario Plazio]
Naso “alla Valentini”.
Inizialmente molto reticente, sulfureo e recalcitrante. Un vino di
bocca, nel senso che è qui che rivela tutta la propria classe.
Ha un
frutto morbido e seducente, figlio di una annata piuttosto calda che
conferisce spessore e senso di sfericità. Senza però eccessi. Solo il
tempo lo libera, escono la camomilla, l’anice, e una decisa nota
balsamica.
Dopo qualche giorno tira fuori anche la sua anima
mediterranea, fatta di capperi e salsedine. Ha un buon bilanciamento,
anche se verso la parte più calda delle sensazioni. Manca forse quel
quid, inesprimibile, di alcune annate più criptiche del trebbiano.
Quella sensazione di mistero che lo rende un vino così affascinante.
Però d’altro canto è da apprezzare la sua disponibilità, la sua apertura
e la capacità di accogliere il cibo.
Lunghezza impressionante.
Trebbiano d’Abruzzo 2000 Valentini
Tre -- faccini :-) :-) :-)

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