[Mario Plazio]
Una cenetta in casa con alcuni amici è stata l’occasione per assaggiare
alcuni vini del Friuli che avevo in cantina e che mi sono stati affidati
dall’Osteria Devetak (se siete dalle parti di Gorizia andateci, cibo e
vini sono eccellenti e non occorre rompere il salvadanaio), che qui
ringrazio. Si tratta di produttori bio o naturali che dir si voglia, e
che in gran parte adottano macerazioni prolungate sulle bucce per i vini
bianchi, come fossero dei rossi. Per l’affinamento diverse sono le
strade, dal legno, all’acciaio fino alle anfore di Vodopivec e
Paraschos.
Evangelos Paraschos, Venezia Giulia Kaj 2005.
Balsamico, unguento, ferro, pesca e cachi. Al palato svela una decisa
tannicità, ma mantiene dinamismo e non esercita troppa pressione. È
delicato e non insiste troppo nella concentrazione, ne risulta una beva
abbastanza semplice per la categoria. 90/100
Il Carpino, Vis Uvae 2006. È un pinot
grigio e si vede. Profilo decisamente scontroso, fa ben poco per farsi
piacere. Sulfureo. Meglio in bocca, con però una presenza invadente
dell’alcol. Imponente e massiccio, manca di finezza ed è destinato ai
veri aficionados della tipologia. 80/100
Damijan Podversic, Bianco Kaplja 2005.
Molto interessante. Frutto pulito con sfumature balsamiche (pomata), di
fieno e minerali. La maturità del frutto conquista il palato, è un vino
sferico e morbido che conserva una eccellente bevibilità. 90/100
Zidarich, Carso Vitovska 2006.
Accentuata sensazione minerale al naso. Armonico ed elegante, ravvivato
da una spinta acida ideale, ottima versione di vino macerato sulle
bucce, senza alcuna deviazione aromatica. Il miglior vino della serata.
93/100
Vodopivec, Vitovska Solo MM4 (2004).
Bottiglia molto giovane, sorprendente. Spezie, zolfo, pesca e sottobosco
sono le sensazioni olfattive. Al palato tannino e materia vanno di pari
passo, il tutto senza eccessi e con una buona eleganza. 92/100

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