[Angelo Peretti]
Ogni tanto mi capita di leggere qui e là dichiarazioni in stile "lo
spumante supera lo Champagne", oppure "il Prosecco supera lo Champagne".
Affermazioni che immediatamente rubrico nella categoria "ma chi se ne
frega". Per chi invece fosse tentato dall'orgoglio autarchico e
applaudisse agli annunci di sorpasso, riporto qui di seguito alcuni dei
dati che ho letto in un comunicato dell'efficiente Centro Informazioni
Champagne, che rappresenta in Italia il Comité Interprofessionnel du Vin
de Champagne (in sigla Civc).
Ebbene, si esordisce scrivendo così: "Nel 2011 le spedizioni registrano
una crescita superiore al 7% a valore, ossia 4,4 miliardi di euro, pari a
un volume di 323 milioni di bottiglie". Ora, prendendo il telefonino e
accedendo alla funzione calcolatrice, non è difficile rendersi conto che
quelle bottiglie sono state piazzate ad un prezzo medio di 13,6 euro.
Dico: 13,6 euro alla bottiglia. Che non mi pare corrisponda al prezzo
meglio degli "spumanti" italici e men che meno del Prosecco da export.
Il che è sufficiente per chiudere qualunque argomentazione sotto un
silenzio tombale.
Per la cronaca, e per la curiosità di chi è attento a queste
statistiche, riporto anche il resto del comunicato champagnista. Si
dice: "I maggiori incrementi sono realizzati in mercati lontani. Gli
Stati Uniti raggiungono 19,4 milioni di bottiglie (+14,4%) e il Giappone
7,9 milioni di bottiglie (+6,7%). L’Australia si distingue sfiorando
una crescita del 32% (4,9 milioni di bottiglie). Le vendite destinate
all'Unione Europea (Francia esclusa) crescono del 2,1%, trainate dalla
Germania (14,2 milioni di bottiglie, +8,5%), il Belgio (9,5 milioni di
bottiglie, +8,5%), l’Italia (7,6 milioni di bottiglie, +6,3%) e Svezia,
che fa il suo ingresso tra i primi dieci mercati all’export (2,4 milioni
di bottiglie, +6,6% ). Il mercato francese è in lieve flessione
rispetto allo scorso anno (-1,9%) a causa di una tassazione delle
vendite nel corso degli ultimi mesi dell’anno. I paesi emergenti
confermano il loro ruolo di volàno della crescita. La Russia cresce del
24% con 1,3 milioni di bottiglie, il Brasile del 7% e supera il milione
di bottiglie. Numerosi paesi dell’Asia stanno conoscendo crescite
sostenute: Singapore (+20%, 1,5 milioni di bottiglie), Hong Kong (+15%,
1,4 milioni di bottiglie), Cina (+19%, 1,3 milioni bottiglie), Corea del
Sud (+31%, 481.000 bottiglie), India (+58%, 290.000 bottiglie), Malesia
(+44%, 266 000 bottiglie). Gli Emirati Arabi Uniti confermano un forte
potenziale con poco meno di 1,4 milioni di bottiglie (+18%) ossia quasi
cinque volte in più rispetto a dieci anni fa. Da segnalare infine alcuni
altri paesi, quali il Messico (800.700 bottiglie, +18%), la Nigeria
(688.000 bottiglie, +16%), il Sud Africa (443.000 bottiglie, +15%), la
Nuova Zelanda (335.000 bottiglie, +19%) e l’Argentina, che raddoppia i
sui volumi (126.000 bottiglie)".
Aggiungo solo che temo di aver dato un qualche contributo alle vendite
sul mercato italiano, ma non me la sento di verificare, estratto conto
della carta di credito alla mano, se il mio incremento negli acquisti
sia pari al 6,3%, in media con quello italiano. Potrei accorgermi di
essere oltre...

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