Champagne Tarlant o dell'appagamento

9 maggio 2012
[Angelo Peretti]
Ho potuto assaggiare due Champagne della maison Tarlant a VinNatur, la rassegna dei vini "naturali" che s'è tenuta a fine marzo a Villa Favorita, a Monticello di Fara, nel comune di Sarego, nel Vicentino. Ho potuto assaggiarli e mi dispiace di averli "soltanto" potuti assaggiare, perché li avrei volentieri - molto volentieri - bevuti o almeno acquistati, ma - accidenti! - non erano in vendita. Be', due Champagne che lasciano il segno e possono, se si vuole, descriversi anche usando un termine solo: appaganti. Ecco, sì, sono complessi, ricchi, personali. Ma sono soprattutto appaganti. Ti danno soddisfazione. Da bere chiacchierandoci sopra, da coccola, da compagnia. Anche da cibo, per carità.
Erano il Nature (si chiama Zero, perché è fatto ovviamente senza zuccheri aggiunti, ed è composto un terzo, un terzo e un terzo di chardonnay, pinot meunier e pinot noir) e la Cuvée Louis (metà chardonnay, metà pinot noir, vendemmia 1988 con aggiunte del '96 e del '97). Del primo mi ha impressionato il frutto, bellissimo e croccantissimo, dell'altro il volume spettacolare. Però di entrambi dico: offrono un piacevolissimo appagamento sensoriale, e credo basti e avanzi.
Da soli giustificavano il viaggio a VinNatur, per me che non li conoscevo. Ovvio che il viaggio valeva la pena farlo anche per altri vini. Ma questi mi sono proprio rimasti in testa. E ho una gran voglia di trovarli e di berli.

2 commenti:

  • Anonimo says:
    9 maggio 2012 alle ore 22:31

    Anche io sono stato il sabato mattina a Villa Favorita e ho apprezzato tantissimo la profondita' e la tensione/verticalita' degli champagne di Tarlant, ma il mio cuore batte per gli champagne del banchetto di fianco:Laherte Freres, a partire dal base brut tradition (16,50 euro) che mi ha conquistato per il profilo olfattivo,struttura e per freschezza/mineralita' fino ad arrivare al potente ma fine rosè de saignèe.
    Notevolissimo anche a Cerea la maison Vouette et Sorbèe ma a prezzi ben maggiori e Bedel, tranne il millesimo 2003, al vivit.
    La riprova che quando il bio è fatto come si deve, emoziona, appaga e conquista.
    Michele Malavasi

  • Angelo Peretti says:
    9 maggio 2012 alle ore 23:00

    Buono Laherte, ma Tarlant mi ha appassionato di più. Indiscutibile Vouette et Sorbèe, concordo. Bedel non ricordo di averlo bevuto di recente.

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