L'olio di Asolo meriterebbe un premio

8 maggio 2012
[Angelo Peretti]
Ho già scritto in passato dei fratelli Emanuele ed Enzo Botter, titolari del Caffè Centrale, nella piazzetta di quel gioiello di cittadina veneta che è Asolo, e della loro passione per l'olio extravergine d'oliva. In particolare, dei due, quello "malato" per l'olio è Emanuele, che ha messo assieme una specie di "cooperativa" per raccogliere le olive nei parchi delle ville asolane e trasformarle in veri e propri cru oleari. Con ottimi risultati.
L'edizione della Guida agli Extravergini di Slow Food è la prima, dalla fondazione, che non mi vede tra i collaboratori. Scelta mia. Quest'anno la guida degli oli ha fatto una scelta coerente con Slowine, la guida dei vini, attribuendo non più una, due o tre olive, ma titoli quali la chiocciola, l'olio Slow, il grande olio, come accade, appunto, per il vino. Ebbene, con non poca sorpresa vedo che in terra veneta di frantoi-chiocciola e di oli Slow non ce n'è traccia. Be', credo che se fossi stato ancora nel team mi sarei battuto perché la chiocciola arrivasse a Emanuele Botter e alla sua straordinaria opera di recupero di una delle aree più marginali dell'extravergine italiano, quella di Asolo, appunto.
Detto questo, eccomi comunque qui a parlare di un paio dei suoi extravergini. O meglio, lascio prima di tutto che parli lui, riportando qui sotto ampia parte del testo della lettera che m'ha mandato insieme alle bottiglie.
"Caro Angelo - mi scrive -, ti mando due oli. Come tradizione, il Poet, nostro olio ufficiale e rappresentativo della nostra azienda. Continua a darci risultati e soddisfazioni. Poi, come tu sai, lavoriamo tante altre piccole tenute, gran parte parchi e giardini, e ogni anno cerchiamo di far conoscere qualcosa di nuovo. Stavolta ti faccio conoscere un olio che produciamo in una tenuta denominata Cà Recantina, nome del vitigno autoctono quasi scomparso e da quest'azienda, gestita da Marzio Zanin, recuperato".
"Per me - prosegue Emanuele Botter - questo è un luogo magico, in cima alla collina, con vista dal Piave al Brenta e su Venezia dopo il temporale. Mi ricorda l'infanzia, quando andavo a filò. Salivo con mio padre con il lumino a petrolio. Ricordo il rumore dei passi sull'erba ghiacciata. Poi i vecchi che mi raccontavano le storie. Lì si faceva la grappa di contrabbando, da lassù nessuno sentiva il profumo che si diffondeva nell'aria. Mi insegnavano i segreti degli animali e della caccia. Il grande evento, poi, l'uccisione del maiale".
Ricordi di una cultura contadina che rischia di scomparire. E che qualcuno tenacemente tiene invece in vita. Come fa Emanuele Botter, salvando la cultura olearia di Asolo. Ditemi voi se non merita un premio.
Ora, gli oli.
Olio extravergine di oliva Cru di San Martino Riva di Poet 2011 I Due Fratelli Botter
Giallo con qualche sfumatura verde, propone all'olfatto ricordi di oliva matura e di fieno e accenni di fiori estivi. Anche al palato esprime maturità d'oliva, e memorie marcate di mela golden. La conduzione è dolce, ancorché sullo sfondo emerga un sentore di mandorla che sostiene la pasta al pari d'una delicatissima piccantezza.
Un faccino e quasi due :-)
Olio extravergine di oliva Poggio Col San Martino Marzio Zanin 2011 I Due Fratelli Botter
Il colore è verde pastello. Il naso è all'insegna della freschezza vegetale: oliva a prima maturazione, erbe di campo, ortaggi. Perfettamente in linea il palato, pure intriso di vegetalità. E la dolcezza d'avvio cede il passo a una bella, avvincente vena amaricante, e la stimolazione piccante, ben composta, allunga l'assaggio. Sul finale la noce.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)

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