[Angelo Peretti]
Le scuole medie le ho fatte dai Salesiani, sulla Rocca di Bardolino. Avevo, in prima media, un professore d'italiano, don Egidio Mazzon, che ci invitava ad essere creativi. Per esempio, una volta ci assegnò un compito in classe nel quale dovevamo parlare di acqua, avendo però accortezza di non usare più di una volta il vocabolo acqua. Ci spronava, insomma, a mettere in campo la fantasia e utilizzare sinonimi, contrari, giri di parole. Mica facile, ma è un esercizio che rammento ancora e che mi aiuta, a volte, a tentare di essere il meno noioso possibile, evitando, se possibile, le ripetizioni.
Ecco, adesso mi viene un dubbio: se devo dar ragione al presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta, Maurizio Zanella, quando parlo di Franciacorta dovrei scrivere una, cinque, dieci volte Franciacorta, perché non solo, con un suo comunicato stampa, ha condannato la dicitura per lui "abusata e obsoleta" di "bollicina", ma anche il termine "spumante", perché - parole sue - "la similitudine tra 'spumante' e Franciacorta è da bandire in qualsiasi citazione" e questo "non per velleità o principio, ma per decreto ministeriale".
Allora adesso come ce la caviamo se parliamo di Franciacorta e non vogliamo seguitare a scrivere sempre e solo Franciacorta? Ci sarà pure una definizione utilizzabile in alternativa, no?
Ebbene, sono in grado di svelarla, questa definizione. Magari è un pochettino complicata, però c'è. Per decreto, sissignori. Andando infatti a leggere il disciplinare di produzione del Franciacorta, vedo che il primo articolo recita, testuale, così: "La Denominazione d'Origine Controllata e Garantita 'Franciacorta' (di seguito 'Franciacorta'), è riservata al vino ottenuto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia e la separazione del deposito mediante sboccatura, rispondente alle condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione".
Eccola lì, la soluzione, legalmente, giuridicamente, ministerialmente valida (con tanto di imprimatur in Gazzetta Ufficiale): se mi stuferò di scrivere Franciacorta e vorrò cercare una locuzione equivalente non ricorrerò all'orrido (per Zanella) vocabolo "bollicina" e men che meno al fuorilegge "spumante", ma potrò bellamente parlare di "vino ottenuto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia e la
separazione del deposito mediante sboccatura, rispondente alle
condizioni e ai requisiti prescritti dal relativo disciplinare di
produzione". Un po' lungo, magari, ma almeno non ripetitivo, opperbacco!

Non tutti provano lo stesso orrore di fronte alle definizioni per il Franciacorta messe all'indice da Zanella; una sezione del sito internet di Faccoli s'intitola " la bolla ", con buona pace del Nostro
Angelo, sei troppo inviperito, credimi. Di solito la notte porta consiglio. Domani e' un altro giorno, il sole all'alba tornera' a splendere ad est e ad andare poi a nanna ad ovest. Dormici sopra. Io le medie le ho fatte al Collegio Rotondi, il professore era Passerini e il primo tema era il disastro del Vajont (così, tanto per inciso, per non dimenticarcene mai). Niente di salesiano come te, ma sempre circondato di preti, che di vino ne hanno sempre capito qualcosa in piu' degli altri, da millenni.
Quando vai a nanna, prova a pensare a Pietro d'Amiens, alias Pietro l'Eremita, alla sua crociata dei pezzenti, e a Goffredo di Buglione, un altro scornacchiato ma eccellente. Quella volta c'era di mezzo addirittura la liberazione del Santo Sepolcro, mica niente, no? Si sono sciabolati, squartati, crocifissi a centinaia di migliaia per secoli, le crociate una dietro l'altra, tutte condotte da invasati, tanti bei poemi sui cavalieri, tanti gran bei film in cinemascope. Cui prodest?
Le argomentazioni di Zanella per chiamare col vero nome i Franciacorta sono validissime, per non confonderlo con le altre meraviglie spumeggianti nelle coppe modellate sul sen di Madame de Pompadour (non mi piace la flute, ebbene sì, lo confesso, ci metto tutto il naso e ci metterei tutto il resto in quelle coppe, sognando quel seno...). Le crociate, pero', fanno parte ancora del medioevo, non c'e' niente da fare, cambia la bandiera ma sono sempre promosse dagli stessi esagitati. A me sembra che siamo gia' in un altro millennio, forse mi sbaglio, ma mi sento in buona compagnia. Se vai a leggere da Lizzy, ho gia' espresso la mia posizione, non ti tedio ripetendola. Ma il Trento, allora, non ha diritto anch'esso ad essere nominato per il suo vero nome e non per uno dei marchi che se lo contendono? Per il Franciacorta si fa la crociata e per il Trento, invece, si continua a chiamarlo Trentodoc?
Io mi adeguo da subito a non usare la parola spumante, usero' spumeggiante sperando che Zanella e i suoi novelli pretoriani non m'inchiodino sul Golgota. Bollicine non lo usero' piu', ma mi aspetto che l'esempio me lo diano anche quelli del famoso pulpito da cui vien la predica, che ne avrebbero tante di proprie pagine da cancellare, volendo, mettendosi di buzzo buono ce la farebbero in qualche settimana anche se non dappertutto dove le hanno abbondantemente seminate.
Dai, Angelo, non ti crucciare. Non ricorreranno subito alla ghigliottina, perche' ci cascherebbero poi anche loro. Abbiamo tempo per inventarci qualcosa che salvi capra e cavoli. Ti ricordi il casino che fecero gli "spumeggiantisti" cispadani contro i galletti di Francia che pretendevano, giustamente, di togliere dalle nostre etichette quel "metodo champenoise" e dai nostri articoli quello "champagne italiano" a cui eravamo innocentemente abituati?
Ci siamo adeguati, alla bisogna, molto in fretta, no?
Dormici sopra e domani, che e' un altro giorno, spara qualcosa che non sia tanto lungo e lugubre come quella locuzione equivalente.
Lo vedi che avevamo ancora bisogno di te (e di Maria Grazia)?
Ah... dimenticavo!
Ai tempi di don Egidio Mazzon esistevano le parole "monitorare", "ferrarista", "dopato", "mediatico", "talebano" e via dicendo? Penso di no. Le abbiamo usate dopo.
Se vuoi un contributo per non passare da Ottomano nei confronti della nuova crociata, fai come D'Annunzio che invento' la parola Nepente per il Cannonau di Oliena e prova a usare, oltre a spumeggiante, anche frizzicherino, pizzicoso, gassante, spumarello, zanellino, insomma quel ti passa per la testa quando vai in estasi bevendo un "rifermentato e sboccato" (che mi sembra la definizione piu' corretta, ma che mi fa venir voglia di bere piuttosto Champagne, che tra l'altro non costa nemmeno di piu' di un Ca' del Bosco).
Mario, ma che belli questi tuoi commenti! Grazie. Ci dormirò su, te lo prometto. Ma temo che la prima parola che pronuncerò, risvegliandomi, sarà: bollicina. Giusto per il piacere di contraddire.
ciao, veramente mi sento un po' penalizzata di non poter usare questa parola simpatica "bollicine".
Ho sempre evitato "spumante" perche' mi si presenta ai miei occhi un Asti con il panettone!
Lavoro all'estero e se uso con un cliente ...quello che vorrei..la parola ...Franciacorta...... E' in grado di immaginare la sua faccia?
Prima di tutto non lo assoccia nemmeno con un vino e poi mi tocca a fare una specie di conferenza. Lo faccio volentieri e le ho fatte...........cosi tante che non saprei darle nemmeno un numero. Conferenze, degustazioni...per quali vado apposta in Polonia per promuovere questo prodotto. Difficile spiegare il mio ruolo. Mi hanno definito, ovviamente per simpatia "l'ambasiatrice di Franciacorta".
Titolo ambito ma che richiede un enorme l'impegno. Ormai in Polonia ho inserito sette produttori...quelli piu'validi di questa Regione. Ne sono fiera.
Ma quello che vorrei diffendere e' la parola tanto simpatica ed innoqua come " bollicine". Chi e' in quel campo sa benissimo che non parlo ne dell'acqua minerale ne di un vino frizzante perche' con la parola quasi "magica" colgo immediatamente l'attenzione per poter spiegare cosa e' il Franciacorta!
Con tutto il rispetto, ma ora dovrei avere qualche altra indicazione di altrettanto di una parola simpatica e "magica" per proseguire.
Con tanta simpatia, elisabeth
Concordo pienamente, assolutamente con te, Elisabeth