[Angelo Peretti]
L'etichetta dei vini sta diventando troppo piccola per scriverci sopra tutto quel che serve per legge e per necessità di informazione e per opportunità di marketing? E allora facciamola grande e incartiamoci dentro la bottiglia. Sissignori, da settembre sugli scaffali degli Stati Uniti hanno fatto il loro esordio i vini incartati. Li produce la Truett-Hurst, azienda della Sonoma County. E ci ha costruito sopra una straordinaria operazione di comunicazione. A cominciare dalla scelta del designer delle maxi-etichette: Kevin Shaw, della Stranger & Stranger. Il risultato è clamoroso: lenzuola di carta molto fashion, resistenti, colorate, immediatamente evocative, ricche di informazioni non solo scritte ma anche disegnate. Con l'aggiunta di una segmentazione di mercato studiata nel dettaglio per ciascuna bottiglia incartata e decisamente fondata sugli stati d'animo degli acquirenti. Per esempio, la linea Bewitched (Stregata) prevede un Pinot Noir e uno Chardonnay, che la consumatrice tipo dovrebbe comprare quando "si sente un po' selvaggia" ("Feeling wild?" è il claim della bottiglia). Il rosso Curious Beasts è indicato per Halloween. Il Rosé Brut Candell's è, appunto, per i giorni i cui si accendono le candeline: la nascita di un figlio ("It's boy"), un compleanno ("Happy Birthday"), un anniversario. Il blend di Chardonnay e Sauvignon Blanc e il Pinot Noir della linea Schuck's sono progettati per i "Seafood pairings", gli abbinamenti col pesce (e notare che non c'è solo un bianco, ma anche - correttamente - un Pinot Nero). E le bottiglie della linea Fuchsia (un rosé e un bianco) sono per quando le ragazze vogliono godersi estate ("Girls Gone Summer").
A vederle in foto, le bottiglie sono molto belle. Ti viene voglia di prenderle in mano, di portarle a casa. Il vino si vende anche così.

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