[Angelo Peretti]
Devo ringraziare Luciano Ferraro, che firma DiVini, l'eccellente blog "vinoso" del Corriere della Sera, per la citazione nel contesto di un suo intervento sul tema del vino "in polvere" di cui si fa un gran parlare dopo un recente servizio di Striscia la Notizia (lui è capo redattore delle Cronache italiane al Corriere). "La prima denuncia - scrive Ferraro - è stata di un wine-blogger, Angelo Peretti, di Internetgourmet. Nei giorni scorsi un servizio di Striscia la Notizia ha rilanciato il tema, raccontando che in una catena britannica viene venduto un kit fai-dai-te per diventare cantinieri, producendo in casa vino italiano. Un beverone che viene pubblicizzato come vino di qualità: con la polverina e il kit si ottengono 29-30 bottiglie di 'pregiato rosso italiano' con 42 euro". Il post di DiVini ricorda poi che "ora il Nucleo Antifrodi Carabinieri, informa una nota, ha 'attivato la rete di cooperazione internazionale di polizia di Interpol per contrastare la contraffazione dei vini a denominazione Barolo, Chianti, Valpolicella, Montepulciano e Nero d’Avola prodotti in Gran Bretagna in wine-kit, preparati solubili in acqua che il consumatore straniero è indotto a considerare come vino nazionale di qualità".

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