Rossi di Carpineti, chiocciola del Lazio

18 gennaio 2013
[Angelo Peretti]
Mi è capitato di trovarmi una sera al Palatium, che è il ristorante enoteca del Lazio, dalle parti di piazza di Spagna, a Roma ovviamente, con l'imbarazzo di cosa scegliere dalla carta sterminata di vini regionali (confesso che non conosco la realtà produttiva laziale). Enrico, che stava al mio tavolo, usa l'iPhone e ha l'app di Slowine, e allora abbiamo guardato le "chiocciole" del Lazio e la prima abbiamo visto che è Carpineti. Dato che avevo aperta una pagina dei rossi e che c'era un rosso di Marco Carpineti, l'ho ordinato, e ho scelto anche una seconda bottiglia, pure rossa, dello stesso produttore. Due igt rossi del Lazio, il Dithyrambus 2009, che stando al prezzo (30 euro a listino) dovrebbe essere la portaerei aziendale, e il Tufaliccio 2011, che costa un po' meno della metà dell'altro. Leggo sul sito dell'azienda che il primo è fatto con uve di montepulciano e nero buono e l'altro con uve di montepulciano e sangiovese.
Appena versati, il Tufaliccio s'è presentato d'una freschezza piuttosto grintosa e graffiante, mentre il Dithyrambus appariva più tondo nel frutto, più sul velluto nell'approccio. Poi però...
Poi però il Tufaliccio ha gradualmente smussato le asperità, facendo largo a un fruttino piacevolissimo (la marasca soprattutto), alle erbe alpestri e ad una beva assai considerevole, per nulla impedita da una gradazione alcolica non piccola (14,5 gradi), che neppure s'avverte. Il Dithyrambus, invece, il frutto l'ha man mano come nascosto sotto l'intonazione boisée: la vena legnosa, insomma, s'è fatta avanti perentoria all'olfatto, mentre la bocca restava sul frutto. O non l'abbiamo capito, o non s'è spiegato lui: troppo giovane?
In ogni caso, la volta prossima che passo dal Palatium, assaggio il resto. Lo farò molto volentieri, e magari mi ribevo anche il Tufaliccio.
Lazio Rosso Tufaliccio 2011 Marco Carpineti
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Lazio Rosso Dithyrambus 2009 Marco Carpineti
Un faccino :-)

5 commenti:

  • gianpaolo says:
    18 gennaio 2013 alle ore 10:33

    Conosco Marco Carpineti da qualche anno perche' ci troviamo spesso presso dei clienti che abbiamo insieme. Ho assaggiato piu' volte i suoi vini, che mi hanno fatto cambiare prospettiva rispetto ai vini laziali. Alcune annate le ho trovate veramente di alto livello, e i bianchi sono i miei preferiti. Oltretutto Marco e' una persona di vitalita' enorme, di grande modestia, intelligenza e simpatia. Una persona che ti fa sentire bene, come i suoi vini.

  • Angelo Peretti says:
    18 gennaio 2013 alle ore 11:12

    Gianpaolo, le tue parole aumentano la mia curiosità

  • Alessandro Marra says:
    18 gennaio 2013 alle ore 18:28

    Già che dovrai ritornarci (al Palatium, dico), ti consiglierei -se posso- di assaggiare anche il passito "Ludum". ;)

  • stefano says:
    22 gennaio 2013 alle ore 05:27

    nel 2003,ho partecipato alla mescita dei vini alla regione lazio.ho avuto modo di conoscere i vini di Carpineti e di altri produttori laziali(non solo bianchi).tra i vini rossi ti segnalo il cesanese del piglio(frosinone)

  • F.C. says:
    22 gennaio 2013 alle ore 12:55

    Da buon laziale (Velletri-Cori sono meno di 15 km) conoscevo Marco Carpineti di nome da anni grazie al suo lavoro e alla qualità raggiunta, poi ho avuto occasione di conoscerlo di persona ad un incontro organizzato dal CRA a dicembre e si è dimostrato capace, intelligente e aperto alle novità, insomma un buon esempio per la degradata enologia di casa mia. Non posso dare consigli sui vini e sulle etichette ma posso confermare che non sbagli a conoscere meglio lui e la sua produzione, non è tempo perso!
    Buona giornata a tutti

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