[Angelo Peretti]
Capita talvolta. Raramente, ma capita. Di toccare il cielo con un dito, intendo. Rari momenti di grazia. Se parlo di vino, a me uno di questi momenti è toccato in sorte qualche sera fa. Cena tra amici. Si stappano le bolle, e sono bolle da sogno: Dom Perignon '96, Krug '88. Ovvero: la perfezione. Vini che fai fatica a descrivere, perché una descrizione è limitata e limitante. Avendone la sorte e la fortuna, occorre provarli.
Giovanissimo il Dom Perignon, perfettamente compiuto il Krug. Scattante e nervoso il primo, pacato e avvolgente il secondo. Articolato tra agrume e grazia officinale l'uno, setoso e infinito nella persistenza l'altro.
Se proprio proprio potessi riberne uno e dovessi scegliere? Se fosse ora, Krug '88. Se fosse fra un paio d'anni, probabilmente Dom Perignon '96.
Non aggiungo altro, sarebbe superfluo.

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