[Angelo Peretti]
La scorsa settimana ho detto dei vini "naturali" di Denavolo e di come li ho potuti potuti tastare a un evento di vignaioli "naturalisti". Ci torno per dire che al tavolino dell'azienda ci ho trovato anche un loro ospite, e ritengo amico, ossia Andrea Cervini, che aveva in assaggio, più o meno "abusivamente", il suo vino, altrettanto "naturale", altrettanto "orange", altrettanto "macerativo", altrettanto fatto con la malvasia di Candia più pochissima marsanne. Orbene, il vino in questione si chiama Vino del Poggio, e ho cercato qui e là su internet, ma ho rintracciato una sua sola citazione su un blog forestiero: possibile non abbia ancora fatto parlare di sé? Mah, forse non ho cercato bene con Google, chissà.
Comunque, il vino di macerazione ne fa ben sei mesi, se non ho capito male. Il colore è proprio arancio. Il naso è quello "terribile" - per riduzione - dei "naturali" che meno mi piacciono. Però... Però al palato il vino è niente male: ricorda il brandy, lo Sherry, o meglio, il cherry, il liquore di ciliegie, o anche le ciliegie sotto spirito che facevano una volta le nonne e mangiavi a Natale e Pasqua e feste comandate. Ancora: fichi essiccati, ma senza la parte dolce. Eppoi frutta secca. Un che di fumé. Bella rotondità. E lunghezza.
Vorrei riprovarlo decantandolo per tempo, per sentire come si apre - se si apre - olfattivamente.
Bizzarro. Potrebbe valere la pena seguirlo. Se mi ricapita...
Vino del Poggio 2010 Andrea Cervini
Due lieti faccini :-) :-)

Splendida recensione