[Angelo Peretti]
Sono, in genere, uno che non ama bere bollicine troppo lontane dalla data di sboccatura, perché i vini con le bolle mi piace godermeli come aperitivo, e dunque cerco soprattutto l'immediatezza. Con le dovute eccezioni. Perché ci sono bolle che hanno bisogno di tempo per esprimersi al meglio. Per esempio, il Trento Brut del Maso Michei - una partnership tra Albino Armani e Giuseppe Tognotti - l'ho bevuto sboccato nel 2012, ma gli avrei dato ancora qualche bel po' di tempo di affinamento in cantina: è giovanissimo.
La bottiglia di fatto non ha etichetta. C'è, attaccato al collarino, una specie di depliantino. Sopra c'è stampato un numero: 823. Sta ad indicare - lo leggo on line - che il vino "è prodotto con sole uve pinot nero coltivate in quota, ad un altitudine fra gli 823 e i 900 metri, ai piedi delle Piccole Dolomiti, in Trentino". Davvero un Trento di montagna, insomma. Al di là degli slogan.
Nel bicchiere, ora. Bellissimo naso floreale, con accenni di brioche burrosa. In bocca è cremoso, affilato, salato. Si beve che è un piacere con quella sua freschezza invitante. È vento che spira dai monti. Ah, cosa potrebbe diventare dandogli ancora tempo in bottiglia...
Trento Brut 823 Maso Michei
Due lieti faccini :-) :-)

Io invece amo le bollicine da tutto pasto. E con l'823 comincio con l'aperitivo e termino..quando finiscono i piatti!