[Angelo Peretti]
Oh, che noiosa che è quell'obiezione che un vino non può essere "minerale" perché i minerali non hanno odore, perché non possono entrare nel vino, perché perché perché. Vero, c'è gente che oggi ritiene "minerale" qualunque vino, dato che la definizione è diventata di moda. Però passare da un estremo all'altro è altrettanto sbagliato.
Dice: ma allora come la si può definire scientificamente questa presunta mineralità del vino? Dico: ma bisogna proprio definire tutto scientificamente? L'assaggio d'un vino ricade nella sfera della soggettività, dell'opinabile, del piacere personale. Mica tutto può essere assoggettato ai dogmi della tecnologia, no?
In ogni caso, una bella definizione di mineralità l'ho trovata sul sito di Wine Spectator. Nella rubrica di Dr. Vinny, che propone risposte semplici a domande talvolta altrettanto semplici, e proprio per queste imbarazzanti per gli espertoni. "La mineralità - leggo (e traduco) - è una faccenda difficile da spiegare, ma si riferisce ad un gruppo che sensazioni che non sono fruttate, non sono erbacee, non sono speziate. Le note minerali possono descrivere il profumo o il gusto o entrambi. Pensate al sentore di mare che provate quando avete in bocca un grano di sale marino o un'ostrica. All'odore di un marciapiedi dopo la pioggia. A volte è come l'odore del gesso, e se siete stati vicino a una lavagna sapete di cosa sto parlando. A volte è come quando si schiacciano delle rocce o della ghiaia. La salinità e l'odore della pietra focaia sono altri segnali di mineralità."
Perfetto.

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