Visualizzazione post con etichetta GIN. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GIN. Mostra tutti i post
[Angelo Peretti]
L'edizione italiana del folder che illustra il Blue Gin dice che è "limpido e fresco, ma contemporaneamente molto elegante e vigoroso". Sul limpido e sul vigoroso non ho dubbi, ma proprio nessuno: è esattamente così. Sul fresco direi che un po' dissento: avverto parecchio l'alcol, e anzi la sensazione "calda" mi farebbe pensare persino a qualcosa di più dei 43 gradi dichiarati in etichetta. Per quanto riguarda l'eleganza, in fatto di gin confesso di avere parametri diversi: semmai questo a mio avviso è rusticamente rude, il che non va confuso con un difetto, sia chiaro.
Poi, leggo anche che si utilizzano ventisette diversi "botanicals", ossia erbe e spezie, ma è il ginepro a prevalere, nettamente. Anzi, in fatto di presenza del ginepro userei l'avverbio che richiama l'aggettivo di cui sopra: vigorosamente. Sul fondo, noto la liquirizia e il coriandolo.
Il Blue Gin è austriaco. Adatto a chi ama il gin che sappia, appunto, esattamente di ginepro, e anche a chi vuole distillati secchissimi, perché questo è proprio un gin secchissimo.
Il prezzo non lo so: è un regalo che mi hanno fatto.
Blue Gin
Un faccino :-)

Un gin fruttatissimo

18 settembre 2013

[Angelo Peretti] 
Può applicarsi ad un gin il superlativo “fruttatissimo”? Certo che può, se ci si trova nel bicchiere un gin come il Citadelle, che mi ha dato l’impressione di addentare un mango. Fantastico. Orbene, il Citadelle è un gin francese. Già, viene dalla Francia, ma provengono da ogni angolo del mondo le spezie ed i fiori che ne arricchiscono il bouquet. Si tratta di diciannove essenze botaniche “from all over the world”, come si legge sulla bottiglia serigrafata che sembra il tronco d’un maniaco del tatuaggio. Ci sono dentro, che so, profumi di fiori di violetta francese, cardamomo indiano, coriandolo marocchino, liquirizia cinese, cumino olandese, cannella cingalese, mandorle spagnole, iris italiano e via discorrendo.
Il naso è intenso e floreale, la bocca polposa di frutto, di mango soprattutto, come dicevo, e sotto, sottili ma netti, la liquirizia e il ginepro.
Bel gin, in bottiglia da 0,70, on line a 30 euro.
Citadelle Gin
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
[Angelo Peretti]
Se siete di quelli che quando vogliono bere un distillato cercano qualcosa che abbia carattere da vendere, il gin della Blackwood credo faccia al caso vostro. Io ho nel bicchiere il Vintage Dry Gin 2007 (sì, è millesimato: la data è quella dell'estate di raccolta delle essenze vegetali), e anche stavolta, come le altre volte che l'ho bevuto, mi appaga, con quella sua pienezza aromatica che ne fa un botanical di assoluto valore, secco e speziato (pepatissimo), eppure anche elegante, e poi ha quel suo fondo avvincente di liquirizia che m'affascina ogni volta, e che un che d'agrumi, di scorze soprattutto. E ci trovo perfino qualcosa di iodato, ma forse è suggestione. Insomma, per farla breve: è uno dei miei gin preferiti.
Viene dalle isole Shetland, estremo nord, sopra la Scozia. Prende sapore ovviamente dal ginepro, ma anche dal coriandolo, dalle violette, dalla menta, dai fiori di sambuco, dalle radici di angelica. Fa 40 gradi. In bottiglia da 70 lo trovate intorno ai 28 euro, che garantisco molto ben spesi.
Se va bene per il gin tonic? Ovvio che sì, ma mi sembra uno spreco non berlo così com'è, liscio, assolutamente.
Blackwood's Vintage Dry Gin 2007
Tre lieti faccini :-) :-) :-)
[Angelo Peretti]
Se frequentate ristoranti di standing elevato, ma non per forza elevatissimo, quasi di certo nella zona dei distillati vedrete campeggiare la bella bottiglia tonda, scura e cicciotta dell'irrinunciabile Hendrick's Gin. È il gin del momento, e anche agli chef, soprattutto quelli stellati, piace parecchio. Fa tendenza, fa glamour. Molti lo ritengono insostituibile per un gin tonic di livello. A me piace un sacco l'advertising, l'immagine della Hendrick's, nel contempo retró e modernissima, vintage e d'avanguardia, con quel sempiterno collage di figurine che sembrano uscir fuori da libri ottocenteschi (ci escono davvero? non l'ho mai capito), cantando le lodi dell'inusuale boccia - perennemente al centro dell'immagine - e degli aromi che caratterizzano questo distillato, ossia il cetriolo e i petali delle rose (bulgare, mi pare). Sarei disposto a portare una maglietta con quelle figurine, ad appendermi un quadro in studio, ad andare in spiaggia con un telo griffato. Anche il sito è splendido. Grafica fenomenale.
"Life is simply too glorious not to experience its peculiar flavour, infused with rose and cucumber in our remote Scottish distillery", dice la pubblicità. La distilleria, avete letto bene, è scozzese. Che poi i profumi siano peculiari c'è poco da discutere, però deve proprio piacere quel sentore di cetriolo, e non è esattamente il mio caso, e quanto alla rosa, be', quella fa dell'Hendrick's un gin molto aggraziato, e capisco ci sia un sacco di gente a cui piace questa grazia.
Costa sui 37-38 euro in bottiglia da 0,70.
Hendrick's Gin
Un faccino e quasi due :-)

Gordon's e Schweppes

29 maggio 2013
[Angelo Peretti]
Il Gordon's non occorre essere appassionati di gin come me per conoscerlo. C'è dappertutto. Nei supermercati, nei bar. È un classico, un London Dry Gin didattico, direi. Un gin per beginners, per chi si avvicina al distillato che sa di ginepro. Da solo non lo bevo mai, e a me il gin in genere piace liscio. Ma se ho sete e ho insieme anche voglia di qualcosa che mi dia un po' di carica, allora penso al gin tonic, e il gin tonic più classico che io conosca, e il più affidabile, e anche il più facile da realizzare, perché gl'ingredienti si trovano con facilità assoluta, è quello fatto col Gordon's e con la tonica della Schweppes. Ovvio, la Schweppes dev'essere quella in bottiglietta di vetro: con quella in plastica o in lattina, credetemi, il gin tonic non viene altrettanto bene.
Gordon's London Dry Gin
Un faccino :-)
[Angelo Peretti]
La bottiglia è, come dire, surreale, molto stile anni Sessanta o giù di lì: sopra al tappo ci sta una bombetta in plastica. Sì, la bombetta, il classico cappello degli operatori d'antan della City londinese. Ecco, la bottiglia è quella del Broker's Gin, e il broker, si sa, è l'intermediario assicurativo e finanziario, quello che veste in grisaglia e ha la bombetta in testa e l'ombrello immacolato, che non viene aperto neppure se scende il diluvio universale. Ecco, l'icona classica del broker londinese è raffigurata in etichetta, e la bombetta fa da copritappo. Be', se la bottiglia l'avessi solo adocchiata sugli scaffali di qualche magazzino, vestita in questa maniera mi sarei guardato dal comprarla. Il fatto è che da qualche parte di questo gin avevo letto buone cose - accidenti, non mi ricordo dove - e dunque ho provato a prenderlo. Volete che vi dica? Sono stato soddisfatto dell'acquisto.
Fa 47 gradi di alcol, è un London Dry Gin (il London è uno stile, per capirci) e viene prodotto dalle parti di Birmingham in una vecchia distilleria.
Secco, molto secco, assolutamente secco. Propone i profumi del ginepro, della scorza d'agrumi e del pepe. Un che di liquirizia, anche piuttosto insistente, e dunque convincente. E un accenno d'affumicato.
Per chi ama i gin senza fronzoli. Col vantaggio di un prezzo "umano": sui 24-25 euro in bottiglia da 0,70.
Broker's London Dry Gin
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)