[Angelo Peretti]
Martedì ero a Roma, per sentire il ministro del lavoro, Elsa Fornero. Sempre martedì, dal blog Trentinowine ho appreso che la Provincia di Trento sborserà 300 mila euro per un film ambientato tra i filari del Marzemino. Le due cose le ho trovate curiosamente interconnesse. Non perché lo siano nella concretezza, ma perché mi hanno fatto riflettere su una parola: strategia.
Sulla riforma del mercato del lavoro intrapresa dal ministro Fornero ciascuno è libero di pensarla come vuole. Però due cose sono innegabili. La prima è che questa donna, se non ho capito male, ha in mente una strategia semplice e precisa: l'Italia non è più un paese attrattivo per gli investitori esteri, e per tornare a renderlo almeno in parte attrattivo occorre un mercato del lavoro in qualche misura più flessibile, e inoltre poiché oggi i giovani trovano solo lavoro precario, per superare il precariato il lavoro deve essere più flessibile. Ripeto: ciascuno è libero di farsi l'opinione che vuole su questo teorema del ministro Fornero, però la strategia c'è, ed è talmente lineare da aver trovato concretizzazione, cosa rarissima in Italia, in un progetto di riforma posto all'attenzione dei legislatori, mica solo dei salotti di Bruno Vespa o dei comizi da campagna elettorale.
Per quanto invece riguarda il film, temo che una strategia non ci sia, o se c'è nessuno l'ha raccontata. L'attrice protagonista sarà la brava e bella Giovanna Mezzogiorno. La colonna sonora verrà affidata a Paolo Fresu, una delle stelle più brillanti del panorama jazzistico europeo. La location saranno i filari del Marzemino. La pellicola esordirà al festival del cinema di Berlino. Bene, e allora? Allora, intendo, siamo sicuri che questo servirà davvero al rilancio del rosso trentino della Vallagarina? Siamo certi che di chi vedrà quel film coincida con il target, attuale o potenziale, di chi è disposto o interessato a bere il Marzemino? Esserne ragionevolmente certi non è difficile: basta condurre un'opportuna indagine di posizionamento, leggerla, interpretarla e vedere se i riscontri riferiti al film (Berlino, che ne sappia io, non è una mostra qualunque, e non ci vanno pellicole "usa e getta") e quelli riferiti al vino (a chi si rivolge il Marzemino?) coincidono o meno. Altrimenti si cade nel velleitarismo puro, quello che è convinto che fare marketing significhi spendere tanto e avere a che fare con nomi famosi.
Per quel poco che ne so, il marketing non funziona esattamente così. Tradirne le regole può dare un ritorno perfino negativo, creando confusione nel pubblico, che poi, alla fine, è l'unico, vero catalizzatore di un'azione di marketing destinata a promuovere una marca o un prodotto.
Mi auguro che anche i trentini, come il ministro Fornero, abbiano delineato una precisa strategia. Le due cose le ho messe insieme solo perché entrambe mi sono accadute martedì. Ad entrambi, ai trentini e al ministro, auguro le migliori fortune, e questo non va letto come un mio segno di condivisione.

Intanto complimenti perché solo oggi scopro che i tuoi commenti sono pressoché quotidiane. Vedo che dalla Regione Trentino e dalla Fornero hai saputo mantenere la neutralità
Ciao Mario. Grazie dei complimenti. Non amo accasarmi a questa o quella fazione, cerco di ragionare con la mia testa. Per costruire, se possibile.