L'anima del cabernet franc: lo Chinon in verticale

17 aprile 2012
[Mario Plazio]
Piccolo produttore della Loira, Lenoir è autore di vini autenticamente tradizionali. A Chinon regna il cabernet franc, uva capricciosa, capace a seconda di come la si interpreta, del peggio e del meglio. Abbiamo tutti in mente tanti vini friulani e veneti monocordi e caratterizzati dal “tipico” sentore di peperone. Ecco un caso nel quale un difetto viene spacciato per tipicità. Con rese adeguate, terreni vocati e giuste maturità, si ottengono invece vini meravigliosi per finezza e bevibilità, che nei migliori casi sanno evolvere per decenni bonificandosi.
Il Domaine des Roches è sito su un terreno calcareo, con uno strato di silex verso la superficie. Le vigne sono vecchie, alcune hanno oltre 100 anni e sono pre-fillossera. La media è di 80 anni, e le vigne morte vengono sostituite per marcotaggio. Vinificazioni tradizionali, lunghe e in botti grandi, lieviti indigeni, poca o nessuna SO2. Permanenza nelle cantine scavate nella roccia per almeno 5 o 6 anni prima dell’imbottigliamento. Capite la differenza con i vini nostrani? La degustazione è stata esemplare:
Chinon 2009
Prova dalla botte. Fine, pepe e fiori. Poi terra e una verticalità nei tannini che il tempo saprà patinare. Una grande annata.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 2010
Potente e gentile, tannini rigidi, molto frutto. Facile.
2+ faccini :-) :-)
Chinon 2007
Struttura facile, menta, garofano e vegetale. Meglio in bocca, terroso e di beva eccellente. Vinino.
2+ :-) :-)
Chinon 2006
Fiori, frutta e terra, segno del terroir. Speziato in bocca, dove la leggera acidità volatile incrementa la persistenza degli aromi.
2 faccini e mezzo :) :-)
Chinon 2005
Più colorato, bello il frutto, confettura di fragole, fiori. Attacco morbido, poi entra l’acidità e infine si scatena il tannino. Completo.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 2004
Più semplice e immediato, ma manca profondità. Cenno di peperone. Però si fa bere.
1 faccino e mezzo :-)
Chinon 2003
Caldo, pronto e alcolico. Evoluto e meno preciso dei migliori. Atipico, torrefazione.
1+ faccini :-)
Chinon 1999
Colore leggero. Didattico al naso, terra bagnata e fiori secchi. Stretto al palato, ma con una lunghezza favolosa. Elegante e fine nei tannini.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 1991
Anno sottovalutato, qui il terroir prende il sopravvento. Perfetto, fresco e beva affascinante. Sorprendente.
3- faccini :-) :-) :-)
Chinon 1988
Più vissuto, cuoio e fiori secchi, caffè. Serve tempo, coi minuti migliora di molto. Salino, morbido e delizioso.
3- faccini :) :-) :-)
Chinon 1986
Austero, teso e secco, iodato e marino. Resta scontroso, non vuole aprirsi.
1+ faccini :-)
Chinon 1983
Altra annata sottovalutata. Frutti di bosco sotto spirito, sembra di entrare in un vecchio magazzino di spezie orientali. Vino di una dimensione diversa, stravagante e fuso nei suoi elementi.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 1981
Ancora una annata misconosciuta. Infusione di erbe e frutti di bosco. Poi coi minuti marino, sempre fine. Bocca da urlo, tra le due migliori. Autentica seta, impalpabile ma continuo.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 1980
Naso minerale, di cenere e asfalto. Frutto dolce, più pronto dell’83 per un aspetto decadente. Piccolo ma di notevole soddisfazione, il palato più fine.
3- faccini :-) :-) :-)
Chinon 1982
Annata celebre e celebrata. Piccolino, note ferrose e di fegato, marino e goudron. In bocca sembra ancora indietro, che abbia bisogno di affinarsi. Grande potenziale non del tutto espresso.
3 faccini :-) :-) :-)
Chinon 1967
Facile dire che è "il" vino della verticale. Una classe infinita, il bouquet si esprime sulle spezie e la frutta disidratata. Bocca strepitosa, insieme potente ed elegante. Non denuncia la sua età, impossibile da situare tanto è perfetto.
3 faccini e molto di più :-) :-) :-)

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