[Angelo Peretti]
Non c'è dubbio: leggere le slide delle presentazioni agli azionisti dei bilanci dei grandi gruppi vinicoli internazionali è piuttosto istruttivo. Già, perché questi non improvvisano nulla: semplicemente, non se lo possono permettere. Ogni scelta strategica deve avere alle spalle una lettura analitica del mercato (dei mercati) e delle possibili evoluzioni di ogni singolo comparto. Sbagliare significa affossare un colosso: la poesia del vino qui non c'entra, qui c'è di mezzo la sostenibilità finanziaria degli investimenti, che è un'altra cosa.
Mi sono imbattuto quasi per caso nel sito del gruppo champagnista del colosso Vranken-Pommery (in realtà cercavo invano le immagini della loro ultima campagna pubblicitaria, quella dell'elefante equilibrista) e nella sezione dedicata alla comunicazione istituzionali ci ho trovato appunto le slide del bilancio 2011, presentato agli azionisti pochi giorni fa, il 29 di marzo. Roba tosta: 339,6 milioni di euro di fatturato, 8,9 milioni di risultato netto consolidato, 20,3 milioni di bottiglie di Champagne vendute nel mondo. Alleluia.
Be', leggendo per curiosità quelle slide, ci ho trovato delle interessantissime ipotesi di evoluzione del mercato dei vini rosati.
"Il mercato dei vini rosati, sviluppato principalmente in Francia fino all'ultimo quinquennio - scrive il Gruppo Vranken-Pommery -, si è gradualmente diffuso nella vicina Europa. Per andare a conquistare il resto del mondo, il Gruppo ha modificato profondamente il processo di vinificazione, favorendo l'invecchiamento dei vini rosati per facilitare la loro esportazione".
Nonostante i tempi non siano così proprizi, le vendite sull'export del Gruppo nel comparto dei rosati hanno già raggiunto nel 2011 quasi il 15% e "l'ambizione è di raggiungere il 20% a 3 anni".
In particolare, il Gruppo francese prevede che "i vini rosati costituiscano la classe con la maggior previsione di crescita dei consumi entro il 2014". Infatti, i rosé dovrebbero incrementare i collocamenti del 7,8%, contro il 2,4% dei vini bianchi e il 3,8% di crescita dei vini rossi.
"I vini rosati rappresentano ormai oltre 9,6% del mercato dei vini del mondo - si legge ancora -, e in Francia costituiscono oltre il 20% del mercato". Dice poi il report della maison che gli sparkling rosé, i rosé con le bollicine, dovrebbero crescere del 6% di qui al 2014. E non è poca cosa.
Ecco, sì, leggerò con più attenzione i report dei grandi gruppi, d'ora in poi.

Ma quale sarà la quota di mercato dei vini rosati nel nostro Paese?Gran parte degli Italiani non hanno la percezione dei vini rosè come vini di qualità.