Nasce il manifesto dei Vignaioli del Trentino

21 aprile 2012
[Angelo Peretti]
Credo che la notizia sia di quelle importanti. Ed è questa: la mostra mercato dell'associazione dei Vignaioli del Trentino, in programma il 21 e 22 aprile a Trento, non è un fatto isolato, ma il primo passo di un progetto più ambizioso. Lo leggo su un comunicato che ho ricevuto. Vi si legge questo: "I tentativi attualmente in corso di aggiornare il settore vitivinicolo trentino procedono a rilento, per questo l’Associazione, anticipando i tempi lunghi delle Istituzioni e della 'politica', ha deciso di muoversi dando concretezza ai propri obiettivi. La Mostra Mercato degli Artigiani del Vino del 21 e 22 aprile è la prima tappa di questo cammino.  Noi Vignaioli abbiamo scelto di dare vita ad un nuovo evento perché il nostro approccio alla produzione è diverso ed unico, e quindi i nostri prodotti meritano momenti promozionali dedicati". Affermazioni impegnative, coraggiose e importanti, soprattutto in un Trentino vinicolo che con alle istituzioni e alla politica è sempre stato legato a doppio filo, ricevendone vagonate di quattrini a fondo perduto.
Altra notizia di rilievo che vedo annunciata dallo stesso comunicato è questa: "L’Associazione sta terminando la stesura di un Codice di Regolamentazione della produzione che raccoglie e codifica le azioni e i comportamenti che i produttori associati già attuano quotidianamente, lavorando i vigneti 'secondo natura' e nel pieno rispetto del territorio e delle sue peculiarità.  La decisione di 'ufficializzare' quello che per noi è il giusto e aggiornato modo di intendere la viticoltura e la vinificazione, si è resa necessaria perché questi concetti sono stati da tempo espressi agli organi locali competenti ma non hanno trovato alcuna accoglienza". Ed è un'altra presa di posizione piuttosto netta.
Il Codice, a quanto leggo, si fonderà su alcuni punti chave: zonazione di massima per i vini fermi e gli spumanti; riduzione delle rese in vigneto; riduzione delle rese in vinificazione (nel caso dei vini spumanti); abolizione dei diserbanti; riduzione delle molecole utilizzabili nella lotta agli organismi patogeni. Tutte sane idee (ho qualche dubbio solo sul "mantra" della riduzione delle rese in vigneto, che secondo me è corretta, ma non in tutti i casi e non per tutti i vigneti). In più, vedo pure che "l’Associazione intende promuovere, nel lungo periodo, la conversione al biologico di tutte le cantine". E ancora: "abolizione dei concimi chimici; abolizione dell’MCR (Mosto Concentrato Rettificato)".
C'è poi un ulteriore passaggio, nello scritto dei Vignaioli capitanati da Nicola Balter, che riguarda i piani per il rilancio del vino trentino: "Infine - scrivono i Vignaioli del Trentino -, riteniamo sia ancora valido, anzi fondamentale, il Dossier prodotto dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige - Fondazione E. Mach, non solo per gli scopi che si è prefisso ma soprattutto per l’indirizzo suggerito, ovvero la creazione di un nuovo organo che si basi sulla pariteticità degli attori coinvolti. È nostra ferma convinzione che il futuro della Viticoltura Trentina vada trovato in questa direzione".
Il testo l'ho riportato pressoché integralmente. Qualche cosa mi aspettavo dai Vignaioli del Trentino: con Balter ne avevo parlato in agosto a margine della rassegna che organizzarono nella Rocca di Riva del Garda. Qualche cosa mi aspettavo, dicevo, ma non una presa di posizione così netta. Ed è una presa di posizione "per" il vino trentino dei piccoli produttori, e non "contro" qualcosa o qualcuno. Per quel che conta il mio parere, ne prendo atto con estremo piacere.

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