Caci, salumi, confetture: che robe buone da Corrado!

6 maggio 2012
[Angelo Peretti]
D'accordo, non è esattamente dietro l'angolo di casa, ma vale la pena di salirci fino alla Croce dello Schioppo, alla bottega di Corrado Benedetti. Montagna veronese. La strada è questa: bisogna andare in Valpolicella, a Negrar, e poi salire in direzione di Mazzano, superare il ristorante (ottimo) Alla Ruota e continuare ancora per Fane, entrando nel comune di Sant'Anna d'Alfaedo (ormai si è in piena Lessinia). Passato anche l'abitato di Fane - ci si lavora la pietra -, ecco sulla destra, in località Croce dello Schioppo, appunto, il negozio di Corrado. Be', preparatevi a fare la spesa: formaggi, burro, salumi, confetture, mostarde. Se fate come ho fatto io, uscirete con uno scatolone pieno di ghiottonerie (e il saldo del conto corrente ridotto, ma mica perché i prezzi siano salati: io mi son fatto prendere da una sorta di sindrome da acquisto compulsivo, e non ne sono affatto pentito). Ma al di là delle cose che metterete in dispensa, sarete confermati nell'idea - e di questi tempi aiuta - che chi fa qualità e ha spirito d'impresa può permettersi il lusso di mettere in piedi un'aziendina d'elite anche in un posto lontano da tutto come questo. Opperbacco se può.
La gran parte dei salumi è di produzione diretta. Io che non mangio aglio ho preso la soppressa in versione non agliata e una dolcissima culaccia che si scioglie in bocca. Chi non ha problemi con l'aglio si tuffi sul lardo, sulla carne salà, sulla coppa (mi sono limitato ad annusarli: mi veniva voglia di rischiare, alla faccia dell'aglio).
Anche i formaggi, Monte Veronese in primis, ovvio (è il formaggio, dop, della zona), vengono affinati per la più parte da Corrado. E l'affinamento talvolta avviene nelle vinacce dell'Amarone, oppure nel fieno dei prati della Lessinia, con risultati di grand'equilibrio, almeno secondo me. E ho preso anche un carezzevole erborinato home made.
E poi c'è l'altra stanza. C'è il Laboratorio delle Conserve. Lì Corrado cede il passo a Silvia Zullino. I buongustai che frequentano il Veronese ricordano di sicuro quando gestiva la trattoria Montecurto, a Lavagno: manine fatate. Poi è passata a produrre confetture, gelatine e mostarde. Adesso è approdata nel team di Corrado Benedetti. Be', so di farmi danno, perché magari andrete a comprarvi gli ultimi vasi rimasti prima che riesca a passarci di nuovo io, ma la confettura di pomodorini è imperdibile. E anche quella di peperoni e zenzero. E pure, aggiungo, la giardiniera di verdure in extravergine. Io poi ho avuto fortuna: Corrado m'ha regalato sopra al conto un prototipo, e ho fatto volentieri la cavia, ed è un'anteprima di un ghiottissimo pesto fatto con rucola, formaggio Monte Veronese, mandorle, noci e olio extravergine d'oliva della Valpolicella. L'ho mangiato sul pane caldo: una meraviglia.
Lo so, detta così sembra uno spot pubblicitario. Lo so, lo capisco. Non c'è che una maniera per vedere se ho ragione o torto: andare e provare. Fossi in voi il rischio lo correrei.

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