Se a guidare la nave è il cuoco di bordo

13 maggio 2012
[Angelo Peretti]
Lo ammetto: la domenica compro Il Sole 24 Ore solo per leggere il domenicale, l'inserto culturale, insomma. E non lo leggo neppure la domenica, perché l'edicola è a sette chilometri da casa mia e andarci è scomodo e dunque mi faccio metter via il giornale e lo prendo il lunedì e poi lo scorro quando capita, magari una settimana o due dopo l'uscita, ma che importa? La cultura non ha mica scadenza. Così ecco che oggi ho sfogliato la Domenica del 22 aprile, ma tanto per me è come se fosse quella di oggi.
Comincio sempre dal Breviario di monsignor Gianfranco Ravasi, in alto a destra sulla prima pagina. Poche righe, ben scritte. Ah, se poi usassero un corpo un tantino, ma solo un tantino più grande potrei anche concedermi il lusso di leggere senza inforcare gli occhiali: è davvero chiedere troppo che i giornali li scrivano con un carattere meno lillipuliziano?
Cita, Ravasi, un frase di Kierkegaard: "La nave è ormai in mano ai cuochi di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani".
Ecco, questa frase mi fa pensare al mondo del vino, alla sua situazione attuale. Troppe volte - quasi sempre - si vive per il domani, per il quattrino da mettere nel cassetto l'indomani, e il giorno dopo sarà quel che sarà. Mancano le strategie di lungo periodo. Ma le vigne hanno lunghi cicli vitali e vorrebbero lungimirante pianificazione. Questo servirebbe, a mio avviso: che si indicasse la rotta, non il menù del giorno.
Forse, però, è come pretendere che i giornali usino caratteri di stampa più grandicelli. E poi si sorprendono se la gente preferisce leggere sull'Ipad: quello almeno ti consente di ingrandire le parole.

1 commenti:

  • Remo Pàntano says:
    5 giugno 2012 alle ore 18:17

    ...chissà, era meglio che la nave "Concordia" l'avesse comandata il cuoco di bordo???!!
    ....ma, i giornali sono finanziati dalle aziende di ottica???
    ...secondo me, molti produttori di vino avrebbero bisogno di utilizzare ogni tanto quei bei cannocchiali usati dai capitani coraggiosi di un tempo, per ritrovare la rotta, così come i politici, dovrebbero passare meno tempo a soppesare il loro borsino!
    Carissimo Angelo, siamo nell'era dell' Ipad e anche il vino, come le paroline in piccolo dei giornali, non deve stare fermo, sennò arriva qualcuno che ce lo ingrandisce a suo piacimento e noi restiamo senza occhiali!
    prosit.
    il gustologo

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