Terres et Vins de Champagne

12 maggio 2012
[Mario Plazio]
Terres et Vins de Champagne è una dinamica associazione di piccoli produttori di Champagne che da qualche anno (è questa la quarta edizione) organizza una interessante manifestazione al Castel Jeanson, nel cuore del villaggio di Ay. La degustazione principale verte sui “vins clairs”, i vini fermi dell’ultima annata, che sono le basi dalle quali si svilupperanno gli Champagne in vendita tra qualche anno. In parte quindi finiranno negli assemblaggi di diversi terroir e di diverse annate, e in parte saranno millesimati.
Come sarà quindi il millesimo 2011? La risposta non è semplice, vuoi perché non è agevole intuire come evolverà un prodotto complesso come questo, nel quale la tecnica di fermentazione in bottiglia gioca un ruolo determinante, vuoi per il fatto che molte basi saranno poi mescolate fra di loro e con vini di riserva. Un esercizio di raro equilibrismo, ma che è parte fondante del fascino esercitato dalle bollicine (sì, bollicine) di questa regione.
In termini generali 2011 sarà ricordato per l’anticipo di quasi un mese sulle date medie di vendemmia. La fioritura è iniziata circa tre settimane prima del solito, e questo anticipo si è mantenuto fino ad agosto. L’estate ha registrato però un clima fresco, e in questo sta la differenza con l’annata 2003. Le uve hanno avuto una maturità omogenea, il che ha comportato una raccolta rapida, senza la necessità di attendere che tutte le parcelle fossero pronte. La degustazione, come ci si poteva aspettare, evidenzia una grande variabilità tra le diverse uve, le zone di produzione e le capacità interpretative dei vigneron. Dalla fusione di tutto questo nasceranno i vini dei prossimi anni.
La degustazione sintetica dei produttori migliori comprende i vins clairs 2011 accanto alle ultime etichette attualmente disponibili.
Pascal Agrapart. Una maison ai vertici con una crescita qualitativa impressionante negli ultimi anni. Tutti i vini sono Blanc de Blancs. Anche i prezzi purtroppo seguono la tendenza.
Cuvée Minérale 2011: teso, vibrante, note verdi, fine , salino e quasi tannico 2+ faccini
Cuvée Avizoise 2011: gesso, pietra focaia, fine, salato e minerale. Lungo e con una buona maturità. 2 faccini e mezzo
Cuvée Venus 2011: non il più facile, il più sottile, ma anche il più fine, minerale e persistente. Grande classe. 3 faccini
Cuvée Minérale 2006: sottile, elegante e complesso, brioche. 2+ faccini
Cuvée Avizoise 2006: pietra focaia (sembra il tratto saliente della cuvée), lieviti, brioche dolce. Elegante e lunghissimo. 3 faccini
Cuvée Venus 2006: vino ancora più completo, unisce la tensione degli altri ad un frutto più maturo e compiuto. Salino. 3 faccini e oltre
Raphaël Bérèche. Altra azienda nel mio gotha personale. Un po’ difficili in degustazione i vins clairs, ma sicuramente è dovuto al fatto che non svolge mai la malolattica.
Chardonnay Vallée de la Marne 2011: teso, minerale, clorofilla e sale. Vibrante. 2 faccini
Chardonnay Orme (Montagne de Reims) 2011: note verdi, affilato, poi si fa più morbido e sferico, acidità sferzante. 2 + faccini
Chardonnay Le Cran (Ludes) 2011: sensazione di gesso, poi verde e lato evoluto, con aromaticità già formata. Salino. 2 + faccini
Extra-Brut (dégorgement 11/2011): gesso, fiori e more. Deciso, per amanti dei vini lunghi e acidi. Sempre tra i miei preferiti. 2 faccini e mezzo
Les Beaux Régards (chardonnay, dégorgement 11/2011): non dosato, personale, iodato, nocciola cruda, sale e mela. 2 faccini e mezzo
Instant Le Cran: non dosato, vinificato in legno. Minerale, fine e un po chiuso su sé stesso. Raffinato e da attendere. 3 faccini
Benoît Lahaye.
Blanc de Noirs 2011: minerale, erbe e frutta cruda, esibisce personalità, finale salino. 2 + faccini
Jardin de la Grosse Pierre 2011: vigne complantate, come un tempo. Mela, spezie, bel frutto e morbidezza. Maturo. 2 faccini e mezzo
Rosé de macération 2011: lamponi e spezie. Morbido. 2 faccini
Brut Nature (base 2007/2008): pinot nero molto aperto, liquirizia, anice e sale. Palato eccellente nonostante una bolla non finissima. 2 faccini e mezzo
Blanc de Noirs Extra Brut: nocciola, frutta, morbido e facile. 1 faccino e mezzo
Le Jardin da la Grosse Pierre 2009: uscirà nel 2014. Vino ricco e grasso, classe in un finale allungato e fine. 2 faccini e mezzo
Rosé de Macération (vinificato a grappoli interi, base ‘08/’09): grandi aromi, vinoso e speziato. Ottima progressione, manca di finezza. 2 - faccini
Fabrice Pouillon. Una delle scoperte della giornata.
Pinot Noir Ecueil 2011: suolo di sabbia, leggera nota boisé, ma molto carattere, elegante, salino e frutta nera. 2 faccini
Solera 1997/2011(metà chardonnay/metà pinot noir): potente, complesso. Note di ferro, spezie e mela. Grande presenza al palato. 3 faccini
Rosé de Macération: suolo argilla e calcare. Naso inizialmente non finissimo. Poi diventa salmastro e speziato, con una ossidazione grandevole. Minerale e fresco, esplode in bocca. 3 faccini
Nature de Mareuil (vinificazione in legno): secco, minerale da sasso bagnato e nocciola verde. Il legno si percepisce ma il vino c’è. 2 faccini e mezzo
Blanc de Blancs 2003 (cru di Ay e Le Mesnil): salmastro e ferroso, bollicine finissime. Quasi masticabile ma di una finezza assoluta. Si direbbe un pinot noir! 3 faccini
David Leclapart. Per David il 2011 è stato difficile da gestire per l’alternarsi di caldo e freddo, con maturità tardive. Purtroppo è reduce da gravi problemi di salute e i vini non sono come dovrebbero. Gli auguriamo di rimettersi presto e siamo sicuri che i vini saranno all’altezza delle sue capacità.
L’Apôtre 2011: fine, ma un po’ piccolino. 1- faccini
L’Artiste 2009: brioche, ma un tono evoluto da alchermes e pan di spagna. Pesante. 1 - faccini
L’Apôtre 2006 Vieilles Vignes: vinificato in legno, slegato, corto e poco consistente. 1 - faccini
L’Alchimiste 2006: 2 giorni di macerazione. Finalmente del carattere, lungo e vinoso. 3 -- faccini
Hubert Paulet
2009: molto fine e fresco, frutto in evidenza. 2 faccini
Extra-Brut (50% pinot meunier, 25% pinot noir, 25% chardonnay): teso e fine, non è però dotato di grande materia. 1 faccino e mezzo
Cuvée Risleus (base 2001, 47% chardonnay, vinificato in fusti con malolattica): complesso, frutta secca, dattero, morbido e soave, piuttosto originale, anche troppo. Non è il mio stile, ma è buono. 2 faccini e mezzo
Rosé Extra-brut 2005: fruttato e facile. 1 + faccini
Chartogne-Taillet. Produttore di cui sentiremo parlare molto nei prossimi anni. Scriverò qualcosa di più specifico a breve, è da scoprire.
Orizeau 2011: gesso, minerale, sferico, lungo e salino. 3 faccini
Orizeau 2007: finissimo, marino, gessoso e salino. Deciso, acido e persistente. Non dosato.  Da tenere in cantina. 3 faccini
Les Barres 2007: vigne prefillossere di 110 anni, pinot meunier. Vino di grande profondità, giusto un tocco di legno che smussa l’acidità scalpitante. Fine e di una lunghezza inaudita, spinge senza sosta. 3 faccini e oltre
Vincent Couche. Un'azienda che non è nelle mie corde…
Montgueux 2011: chardonnay che profuma di gesso, semplice e immediato, forse un po’ semplice. 1 + faccini
Millésime 2002: speziato e mela cotogna, non una grande complessità ma si fa bere con facilità. 2 - faccini
Rosé 2004: maturato in parte in fusti di rovere, assume una nota fumé poco piacevole. Amaro in bocca e pesante. Mezzo faccino
Olivier Horiot.
Les Prémalins (pinot noir su argilla) 2011: mela, morbido e facile. 1 + faccini
Pinot Noir Marne 2011 : susina, largo e solido, finale poco piacevole e astringente. 1 + faccini
Sève Blanc de Blancs 2006: facile, semplice, nel bicchiere si appesantisce per una certa ossidazione. 1 faccino
5 Sens: deriva da 5 vitigni distinti. Aggressivo nella bolla, si sente il legno, ma mantiene una certa eleganza. Buona l’acidità. 2 faccini
Sève Rosé 2005: fumé, grossolano, secondo me non riuscito.
Rosé des Riceys En Barmont 2006: ottimo il naso tra frutta, radici e pepe, da bere ora nel momento di massima espressione. 2 faccini e mezzo
Cyril Jeaunaux. Altra rivelazione della giornata. I suoi vini non sono mai stati così buoni, grazie anche alla drastica riduzione dei dosaggi.
Pinot Meunier acciaio 2011: minerale e vegetale, quello buono. Fine e lungo. 2 + faccini
Pinot Meunier botte grande 2011: si ritrova lo stile, con maggiore lunghezza ed eleganza. 1 faccino e mezzo
Talus Saint Prix acciaio 2011: teso e minerale, sornione. 2 faccini e mezzo
Talus Saint Prix botte 2011: leggera presenza di legno, salino e completo, grande materia. 3 faccini
Sélection: diritto, floreale e salino, ancora austero ma lungo. 2 faccini e mezzo
Prestige (base ‘07/’08, 80% chardonnay, non dosato): crudo e marino, poi entrano frutta e nocciole, grande carattere, sensazione di materia. 3 faccini
Les Grands Nots 2004 (33% di pinot noir, meunier e chardonnay vinificati in legno): potente e rotondo, liquirizia e creta, in bocca ha un frutto dolce e carezzevole. Materia prima straordinaria. 3 faccini e oltre
Francis Boulard
Rachais 2011: pesca e vegetale, bel frutto che si allunga. 2 faccini
Vieilles Vignes Francigena 2011: uno chardonnay fine e minerale. 2 + faccini
Tarlant
Le Four à Chaux 2011 (arbanne, pinot meslier, pinot blanc): vivace e complesso, bella finezza, lungo. 2 faccini e mezzo
Pinot Noir 2011: frutto ed erba, potente, salino e maturo. 3 - faccini
Les Crayons 2011: chardonnay in legno, morbido, lungo e tra i più eleganti della giornata. 2 faccini e mezzo
Cuvée Luis 2006: eccezionale Champagne per la completezza delle sue parti, naso e bocca ai massimi livelli, agrumato, pepe e spezie. 3 faccini e oltre

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