Una serata a tutto Recioto della Valpolicella

21 maggio 2012
[Angelo Peretti]
Io credo che il Recioto sia "il" grande vino della Valpolicella. Del resto, è il padre dell'Amarone. Veniva prima, ab immemorabili: l'Amarone gli è figlio recente. Sono assolutamente d'accordo con quanto ha scritto Elisabetta Tosi: in sintesi, per fare un buon Amarone occorre una bella mano, ma per fare un buon Recioto è necessario avere tanta, tanta sensibilità, sennò ne esce una stucchevole marmellata dolce.
Ora, capisco l'obiezione che mi ha fatto di recente l'amico wine writer Lorenzo Colombo, e cioè che lui fa fatica ad assaggiare il Recioto, perché gli dà fastidio quella volatile più o meno pronunciata che ha, appunto, il Recioto. A me, semplicemente, non dà fastidio, e anzi trovo che serva a dare slancio al frutto e alla spezia. È il fascino dell'imperfezione.
Insomma, il Recioto è così: o lo adori o lo odi, niente mezze vie. Io lo adoro, quand'è fatto bene. Ed è per questo che mi dispiace, proprio mi dispiace, non poter partecipare alla degustazione che Terroir Amarone (leggi Elisabetta Tosi e Giampero Nadali) ha organizzato per la sera di martedì 29 maggio, alle 20, alla bella e buona trattoria Dalla Rosa Alda, in quel gioiellino di paese che è San Giorgio di Valpolicella, poco sopra Sant'Ambrogio.
Promette, il duo di Terroir Amarone, di far tastare le varie tipologie di Recioto: quello tradizionale, quello modernista, quello amandorlato, quello spumante, magari anche quello frizzante, fatto rifermentare in damigiana o in bottiglia (e rigorosamente fuori commercio). Beato chi ci va.

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