[Mario Plazio]
Barba Gaggiò è una simpatica osteria che si trova sulle alture del Golfo di La Spezia. Se capitate da quelle parti e volete sfuggire alle calure estive, sappiate che dal centro città in tre minuti potrete raggiungere il locale e concedervi qualche assaggio di cucina ligure, magari sotto la freschissima pergola che circonda l’osteria. Con la complicità di Stefano Legnani, che ha scelto i vini, e di Monica Faridone, che ha ideato alcuni stuzzichini, ho partecipato ad una degustazione di sette vini prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia. Vini frizzanti, o col fondo, come si usa dire di questi tempi. Sono stati valutati nella loro piacevolezza e per la loro capacità di abbinarsi al cibo.
Col cibo i vini si sono trovati tutti piuttosto bene e non hanno dato origine a
dissonanze o stonature. Il Bele Casel si è forse dimostrato il più
duttile negli abbinamenti, ma hanno fatto la loro figura anche il Casa
Coste Piane con le ricette più delicate. La Malvasia rosa di Donati ha
sorpreso in abbinamento alle acciughe, mentre la Malvasia “classica”
sembra prestarsi anche a combinazioni più complesse.
Queste le mie note di degustazione.
Valdobbiadene Prosecco Superiore Frizzante… Naturalmente Casa Coste Piane
Lievito, formaggio, mela, smalto e fiori. È decisamente un prosecco, delicato e sfumato, denuncia una materia prima figlia di un'annata difficile, ma si fa apprezzare per la facilità di beva e la sincerità.
2 faccini :-) :-)
Malvasia Rosa 2010 Camillo Donati
Lo berresti solo per il colore. Il naso appassiona per il connubio di frutta (fragola) e per note più vegetali di ortica e per le sfumature di ostrica. Al palato è secco, teso, ben delineato nel frutto. Qualcuno lo ha trovato un po’ cortino, ma a me non è sembrato così. Chiude su aromi di chinotto.
2+ faccini :-) :-)
Colfòndo Casa Belfi
Spuma abbondante, piuttosto ostico l’approccio olfattivo. Aromi citrini, accanto a meno piacevoli sentori di cartone, salame e poi anche anice e zolfo. Lo sviluppo non è dei più lineari, la beva sembra fermarsi a metà e il vino non fa completamente il suo dovere. Nonostante una gradevole sapidità questo prosecco non esibisce una grande piacevolezza.
1 faccino :-)
Ripa di Sopravento Vittorio Graziano
Un frizzante da uve in parte sconosciute. Bello il colore giallo oro, invitante il naso vissuto e macerato. Colpisce una prima sensazione di pasta lievitata acida, poi sa di agrumi, ferro e salame. Al palato è lungo e consistente e mi ricorda una buona birra belga stile "gueuze".
2+ faccini :-) :-)
Trebbiano Camillo Donati
Da subito si rivela molto ridotto, odora di zolfo pur non conoscendo aggiunte di anidride solforosa. Si distende meglio al palato, il frutto è molto intrigante e termina su sensazioni tanniche.
2 faccini e mezzo :-) :-)
Prosecco Colfòndo Bele Casel
È il vino più "convenzionale" tra quelli assaggiati. Per questo è più immediato e di facile comprensione. Odora di fieno, smalto, mela golden e agrumi. Indubbiamente Prosecco, ha una notevole acidità e una materia più consistente degli altri, forse anche per una fattura un pochino più tecnica.
2 faccini e mezzo :-) :-)
Malvasia Camillo Donati
Grande naso, rivela la sua natura di uva aromatica. Vorticoso, alterna fieno, frutta secca, buccia di arancia e pesca sciroppata a più complessi umori di acciuga e mare. A me è veramente piaciuto. In bocca si distende meravigliosamente.
3 faccini :-) :-) :-)

Volevo chiedere a Mario, se l' annata di casa coste era il 2010 o il 2011, grazie. Avrei visto molto bene nel lotto dei rifermentati in bottiglia, la garganega sui lieviti di Stefano Menti, campione di beva.
Michele Malavasi
L'annata era la 2010, un po' deboluccia ma apprezzo il fatto che il produttore non abbia cercato di "truccare" il vino per farlo sembrare quello che non poteva essere. La coerenza è merce rara. L'annata 2011 appena assaggiata ha un'altra marcia.
Mario Plazio