[Mario Plazio]
L’assaggio si riferisce ad una base ferma di glera del 2011, destinata alla produzione di Prosecco. I francesi dello Champagne direbbero un “vin clair”. La voglio raccontare perché è stata un'esperienza interessante e formativa. Si tratta, come recita la brochure, di un “vino ritrovato, oro vecchio. Come i nostri vecchi abbiamo lavorato uve bianche come rosse.” Un Prosecco quindi macerato sulle bucce e completamente privo di solforosa.
Il colore è spiazzante, con riflessi aranciati, ma brillante. Il liquido ha una evidente veste torbida. Inizialmente mi lascia perplesso per i profumi come di solforosa (ma non ne ha…) che si avvicinano al fiammifero. Poi dei delicati aromi di frutta e di erba sfalciata. Al palato sembra piccolino, ma ad un assaggio attento è semplicemente delicato, fine. L’acidità è solo accennata, prevale una cerca morbidezza.
Dopo una mezzoretta i profumi si sono raffinati. Tutti i sentori della macerazione, quelli più grevi, hanno lasciato spazio a degli agrumi e spezie come il pepe nero. Nonostante l’aumento della temperatura, il vino ha retto magnificamente migliorando di continuo.
Una sorpresa, in quanto ho spesso sottovalutato i vini di questa cantina. E una lezione a non fermarsi alle prime sensazioni e a non ragionare per preconcetti.
Prosecco 280 slm 2011 Costadilà
2 faccini :-) :-)

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