Mangiare alla Matricianella

13 luglio 2012
[Angelo Peretti]
Mi piace la cucina romana. Quella romana romana, tradizionale. Oh, le paste in particolare: il cacio e pepe, la grigia, l'amatriciana, la carbonara... Quando li trovi fatti bene, be', sono una gioia della gola, sissignori. Di recente ho divorato un sontuoso tris di primi alla Matricianella, una trattoria del centro di Roma (tre salette, tovaglie a quadri, dehor sulla via), in un vicolo a due passi da Largo Fontanella Borghese: spaghetti cacio e pepe, bucatini all'amatriciana e poi la carbonara. Due volte in una settimana, una volta a cena, una a pranzo. Bene tutt'e due le volte, con un plus per la cena. Perché a cena ho mangiato la miglior carbonara che io ricordi: guanciale croccante, il resto fluido, pasta perfettamente al dente, applauso. Ma anche l'amatriciana era perfetta, con la giusta dose di peperoncino. E ben fatto era pure il cacio e pepe (né liquido, né denso, notevole, e con un ottimo pecorino romano), anche se io lo prediligo coi tonnarelli e invece qui usano gli spaghetti. Vabbé, ci si contenta... A pranzo, dicevo, ho fatto lo stesso tris, ed era ben eseguito, ma la carbonara non aveva quel contrasto croccante-fluido che m'era strapiaciuto qualche sera prima. Quisquilie.
Aggiungo che ho provato pure i fritti d'antipasto: il fritto di verdure (splendido), le alicine e poi anche i porcini. Wow!
Dico infine del vino: ci sono due libri, altro che carta. Il tomo meno voluminoso (ma sono decine e decine di bottiglie) è interamente dedicato al Lazio. Quello più ponderoso (cinque-seicento etichette, direi, a colpo d'occhio) al resto dell'Italia. C'è di che sbizzarrirsi. E di varie etichette ci sono più annate. I ricarichi? Onesti, e siamo in pieno centro. Bravi.
Matricianella - Via del Leone, 4 - Roma - tel. 06 6832100

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