Una bottiglia del '62

4 luglio 2012
[Angelo Peretti]
Ci sono episodi, nella vita, che costituiscono dei punti di svolta. Anche nella vita d'un bevitore. A volte si tratta d'episodi che fanno parlare di sé, altre volte di piccole cose, che però lasciano il segno. Per esempio, tengo sugli scaffali della libreria, nel mio studio, una bottiglia, vuota, d'un Saint-Émilion del 1962. Quello di Chateau Fonplégade. La tengo lì, in mezzo ai libri, ormai da più di sei anni. Mi raccontò, forse davvero per la prima volta dacché bevo vini, dell'eleganza, della finezza, e ancora il ricordo persevera, integro, come al primo sorso. Mutò inesorabilmente la mia maniera di vedere il vino e il mio approccio al vino e il mio pensare il vino.
Non per forza occorre ricercare il clamore. Talvolta basta il sussurro. Purché vi sia quella che i poeti chiamerebbero grazia. Ecco, da lì è ripartita la mia storia col vino - una delle mie ripartenze, e un'altra, vitale, fu coi Riesling tedeschi d'antan -, mi piace ripensarci, di tanto in tanto. Come oggi, che vedo quella bottiglia nuovamente sulla scansia, e vorrei avere un'altra occasione di berne, anche solo per darmi conferme o per disilludermi, per verificare se col tempo io abbia semmai idealizzato quel vino. Eppure quel vino m'era parso essenziale, fascinoso in quella sua linearità, che si faceva - e pare quasi inverosimile - complessità. L'idea - quell'idea - permane, anche senza più berne. Benché ancora ne abbia cercate, non ne ho più trovate ulteriori bottiglie.
Spero d'avere altri vini della medesima vendemmia nella mia cantina: controllerò, se ne avessi davvero, è certamente il momento d'aprirli.
Avverto che c'è già chi mormora: cinquant'anni son tanti, che speri di trovarci in questi vini del '62? Dico: nulla, non spero nulla, ma se il vino è grande, cinquant'anni - state certi - sono solo un soffio di vento, e anzi qualche piccola ruga che increspi il frutto e il succo altro non fa che accrescerne l'ineffabile fascino. Il fascino delle piccole cose che fanno bella la vita, e che anche quando finiscono - e inevitabilmente nella vita le cose finiscono, e rincorri magari altri sogni, e ne sei perfino costretto - ti restano dentro.
È bizzarro, sì, è bizzarro quante cose racconti una bottiglia di vino che sta da sei anni - vuota - su uno scaffale. Ma è il racconto del vino.

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