Adesso tasseranno anche il salame

29 agosto 2012
[Angelo Peretti]
Oggi racconto due storie recenti. Corte corte, ma significative. Allora, la prima storia è questa: piccola località di montagna, un migliaio di anime, come si diceva una volta, ore 14, pattuglia con precursore ed etilometro che ferma tutti, ma proprio tutti, per fare l'alcoltest. Ripeto: ore 14 di una giornata d'agosto in un paesino di montagna. L'altra storia è questa, ma la sapete, perché è stata su tutti i giornali: per il bene dei cittadini che, screanzati, non sanno nutrirsi in maniera responsabile, si vogliono tassare le bibite gassate. Ripeto: per il bene dei cittadini.
Siamo sicuri che stiamo davvero facendo il bene dei cittadini? Vero, verissimo: prevenire i comportamenti alimentari smodati è buona cosa, per il singolo e per la collettività. Ma parlo di prevenzione. È la repressione, invece, la sola via che si ritiene giusta?
Qui in Italia si lavora ormai solo sulla repressione, e a far cultura alimentare ed educazione al gusto non ci si è nemmeno provato. Quand'è che passeremo dalla repressione alla formazione? Mai, ovvio che non lo faremo mai: meglio la scorciatoia, che è infinitamente più comoda, che mette in silenzio le coscienze e rimpingua le casse anemiche di uno stato che pensa solo ad ingrassare i soliti noti ormai lontani anni luce dalle case e dalle cose dei cittadini.
Dovrò temere ora un ministro che, nel nome della lotta al colesterolo, tassi il salame, il prosciutto, lo speck? Verremo pesantemente sanzionati se ci troveranno a mangiare una fettina di lardo?
Dove sta il limite?
Mi pare che il limite ormai non ci sia: reprimere e far cassa sono le parole d'ordine. Tira una brutta aria.

12 commenti:

  • Andrea Tibaldi says:
    29 agosto 2012 alle ore 07:41

    Se vai nei paesi del nord europa, ti fermano anche alle 8 di mattina e ti fanno l'alcoltest. Non ci vedo nessun tipo di problema, tu in macchina con più dello 0,5 g/l nel sangue non ci puoi andare, così come a 90 all'ora col limite del 50 non ci puoi andare. Dai, cerchiamo di non essere sempre i soliti italiani, se una cosa non si può fare non si può fare, se la fai ti assumi le tue responsabilità e se ti beccano ne paghi le conseguenze. E se non reprimi puoi fare tutta la prevenzione che vuoi ma tanto la gente beve e guida lo stesso. Potremmo parlare delle sanzioni, assurde in Italia (se ti beccano una volta poi devi dimostrare per anni che sei quasi astemio con periodiche e costose analisi), ma questa è un'altra cosa.

    Per quanto riguarda la tassa sui cibi dannosi, ovviamente è una bufala utilizzata solo per far cassa, non servirà purtroppo a nulla. Tuttavia, secondo me sarebbe ora di responsabilizzare di più il cittadino: le malattie cardiovascolari si combattono benissimo con uno stile di vita sano... Secondo me sarebbe giusto che chi non lo vuole adottare paghi il suo bel ticket per i farmaci e gli esami che deve prendere e fare per tutta la vita, invece di far spendere a noi che ci facciamo il mazzo per stare magri e in forma. Chi fuma almeno paga la tassa delle sigarette... Ma chi mangia troppo paga una tassa troppo bassa in "cibo in eccesso".

  • cosamancaincucina says:
    29 agosto 2012 alle ore 08:52

    Il ragionamento di Tibaldi non fa una grinza.
    E' giusto che chi non fa nulla per non gravare in termini di costi sulla società paghi un quid per la sua avventatezza e superficialità. Ma mi chiedo se non sarebbe meglio tassare chi alla fonte immette cibo spazzatura sul mercato. Produci porcherie? allora è bene che paghi per il danno economico che arrechi al paese in termini di costi sanitari e sociali.
    Certo, dopo una tale normazione, non si potrebbero più tenere campagne elettorali stile Obama o conferenze sulla giornata europea sul cibo con Mc Donald's nel salone della CE di Bruxelles. E magari questo è un problema politico e non di salute.... ;)

    Per la prevenzione, parola che nel nostro paese ha un carattere di stampo nazifascista, spesso è strumento per battere cassa e non per irretire comportamenti sanzionabili. La solita vecchia storia.
    Cum grano salis? Troppa grazia.

  • Angelo Peretti says:
    29 agosto 2012 alle ore 10:01

    @Andrea: tutto vero, ma con due ma. Il primo: va bene il controllo con l'etilometro alle 8, alle 14 e alle 17.23, ma allora mi devi garantire anche che posso vivere a casa mia senza che nessuno ci entri e ci faccia quel cavolo che vuole e io non posso neppure reagire, e dunque un po' di sana prevenzione del crimine - anche quello definito di modesta entità - non sarebbe male, o no? Il secondo: attento, perché se facciamo passare il principio che si tassano gli stili di vita, un domani ci può essere chi reputa socialmente dannoso anche il tuo, e dunque ti tassa.

  • Nic Marsèl says:
    29 agosto 2012 alle ore 10:01

    Propongo una tassa di 5 centesimi per ogni kg di sovrappeso di ogni singolo parlamentare. Basterebbe una bilancia all'ingresso del parlamento per racimolare un bel po' di soldini.

  • Simone F. says:
    29 agosto 2012 alle ore 10:20

    Uno Stato che funzioni ottimamente, tra le altre cose, crea regole giuste, si preoccupa di farle rispettare, e si preoccupa di punire e/o disincentivare l'adozione di comportamenti dannosi per la Società in cui è stato costituito.
    Se poi fa il furbo (lo Stato, o meglio i decision maker di questo), ed adotta tali comportamenti solo per battere cassa, beh preferisco allora che recuperi almeno in parte lo spirito originario e tassi/punisca/disincentivi dapprima tutto ciò che è dannoso per la Società, e solo in un secondo momento cose fondamentali come i redditi da lavoro.

    Cosamancaincucina: provi a chiedere a PepsiCo e alla Coca-Cola se preferiscano pagare loro un'imposta diretta sulla base del prodotto venduto (magari da ripartire fifty-fifty con gli imbottigliatori), o se assistere ad una disincentivazione del consumo che gravi direttamente sugli acquirenti finali.

  • Angelo Peretti says:
    29 agosto 2012 alle ore 10:49

    @Simone: in linea teorica sono d'accordo con te, ma il problema è che la tassazione sui redditi da lavoro ha raggiunto livelli spaventosi, e uso non a caso la parola spaventosi, e le nuove misure altro non fanno in realtà che pesare ulteriormente sulle famiglie.

  • Simone F. says:
    29 agosto 2012 alle ore 11:25

    Ciao Angelo, io mi concentravo più sul concetto, sull'idea che uno Stato possa e debba disincentivare ciò che ritiene (dati alla mano!) dannoso per la Società.
    In Italia la situazione purtroppo è un'altra, per cui una splendida utopia (mia opinione) sarebbe che si prendessero drastiche decisioni contro il fumo, i giochi (clamoroso conflitto di interessi), i fast food e quant'altro di dannoso esista, e si rinvestisse l'intera somma in progetti a diretto beneficio del cittadino (es. detassazione redditi lavoro).

    Un bell'argomento a proposito è l'accise sulla benzina!

  • Angelo Peretti says:
    29 agosto 2012 alle ore 11:31

    @Simone: sì, siamo nel mondo dell'utopia.

  • Remo says:
    29 agosto 2012 alle ore 12:14

    Sarà forse che l'educazione "costa" e la repressione "rende", per un popolo di amanti della trasgressione come il nostro?
    Che divertente, siamo prprio masochisti, prima li votiamo o forse fanno e ci promettono di tutto perchè li votiamo, poi decidono loro e ci fanno credere che sono meglio i tecnici, però non votati da noi e alla fine ci tassano la "gassosa".
    Bella roba!
    Io, ammetto di essere un "peccatore", mi piace allungare "la bonarda", quando è troppo spessa, con la "gassosa" e non mi sento un fuorilegge!
    Un giorno o l'altro mi tasseranno perchè consumo l'aria frizzantina che viene giù dalla valle del Coppa!
    Prosit!

  • Simone D. says:
    29 agosto 2012 alle ore 18:44

    @Simone F.: sono d'accordo sul concetto di Stato, ma starei attento ad incentivare o disincentivare centralmente determinati comportamenti. Se togliamo le sigarette, che notoriamente sono dannose alla salute, non credo sia facilmente dimostrabile (dati alla mano!) cosa faccia più o meno male al nostro organismo: se il fast food è dannoso in quanto ricco di grassi...ci vedremo tassare anche un bel piatto di lardo di colonnata?
    Per alcuni addirittura potrebbe essere considerata utile l'attuale accisa sulla benzina, che citi, in quanto disincentiva l'inquinamento...
    Dal mio punto di vista uno Stato che voglia fare il giustiziere dei miei vizi non mi piace (si potrebbe spingere anche sino al vino!), al massimo potrei essere d'accordo nel penalizzare le esternalità negative da me create con un certo tipo di comportamento (es: un eccessivo sovrappeso prolungato causa problemi di salute, se è provata la causa e l'effetto si potrebbe chiedere il pagamento di un ticket al momento della richiesta di cura).

  • Simone F. says:
    30 agosto 2012 alle ore 00:08

    Io parto dal presupposto che sia giusto e auspicabile che lo "Stato", in quanto informato e detentore di una serie di poteri, aiuti la Società a non adottare comportamenti dannosi per se stessa. Il punto di arrivo non è necessariamente un grande fratello o un giustiziere dei vizi.

    Il lardo di colonnata di sicuro non è tra gli alimenti più salutari, ma non ha la diffusione ed il forte potere d'impatto come i fast food e le bevande gasate zuccherate (guardare in America, in particolare riguardo gli esaltatori di gusto). Idem per i superalcolici (questa volta si può guardare a Nord o a Est).
    Perciò se io vivo in uno Stato in cui l'alimentazione, o il fumo, o i superalcolici, o il gambling o qualunque altra cosa sono effettivamente un problema, allora mi felicito se vengono presi provvedimenti di contrasto.

    Detto questo, la situazione in Italia è diversa perché forse i fast food e le bevande gasate zuccherate non sono ancora una delle prime cause o concause dei problemi di salute sul territorio nazionale. In questo periodo storico, però, è evidente che lo Stato abbia bisogno di racimolare il più possibile.
    Quindi: se le necessità di garantire ulteriori entrate sono così impellenti, tali per cui comunque una imposta diretta o indiretta salta fuori, allora personalmente preferisco innanzitutto che questa sia posta sul consumo non abituale (in modo da avere la possibilità di evitare l'ennesima tassa senza dovere rinunciare a qualcosa di importante), e in secondo luogo preferisco che vada a colpire il consumo di merce potenzialmente molto dannosa per la Società tutta.

    Spero che a questo punto il mio pensiero sia più chiaro, e sì teoricamente rientra anche il vino in tale discorso. Fortunatamente però (pur essendo non indispensabile e, in casi forse estremi, potenzialmente dannoso) esso fa parte di una cultura alimentare ampia, e si presta male al binge drinking. Questo, più gli effetti benefici del consumo regolare di vino durante i pasti, non rendono francamente né comprensibile né auspicabile la politica disincentivante.

  • Angelo Peretti says:
    30 agosto 2012 alle ore 11:11

    @Simone D.: quindi, per converso, potrei portare in detrazione sulla mia dichiarazione dei redditi l'acquisto delle scarpe da running? Si tratta di un comportamento virtuoso... Al di là della battuta, sì, vorrei proprio portarle in detrazione, così come vorrei poter portare tutto il resto in detrazione: se io, consumatore, posso detrarre tutto, allora avrò interesse a richiedere scontrino, ricevuta, fattura, e dunque il nero verrebbe ad affiorare.
    @Simone F.: temo che quando si vuol fare cassa non ci sia un limite a trovare motivazioni per imporre nuove tasse. Un tempo c'era la tassa sul macinato.

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