Taurasi e basta

20 agosto 2012
[Angelo Peretti]
Taurasi. Il Sud. Il rosso. Basterebbero queste tre definizioni. Il Taurasi è il grande rosso del Sud, grande davvero e direi anche assai grande in prospettiva futura, e dunque piantiamola con 'ste ciance del Taurasi che è il Barolo del Sud e robe del genere: Taurasi è Taurasi, e basta, e il Barolo sta lontano lontano dalle terre campane, e comunque dire che sei il Barolo del Sud è metterti in secondo piano, è il dichiararti fotocopia, e la fotocopia vale sempre meno dell'originale, ovvio. Taurasi è Taurasi, stop. O meglio, Taurasi dovrebbe essere Taurasi e basta, ma probabilmente non sempre riesce ad esserlo fino in fondo, perché mi viene il dubbio che talvolta non punti a essere esattamente se stesso (non ci puntino i produttori, intendo), ma tenda invece a imitare modelli enologici d'altre terre, ed è un po' un peccato. Be', sì, l'ammetto - l'ho già detto - che di vini meridionali non ne so poi così molto, e dunque sono solo impressioni a pelle, le mie, che lasciano il tempo che trovano, e me ne scuso. Epperò c'è anche da ammettere che i vini - con la crescita enologica e tecnologica e ovviamente, va da sé, viticola - si son fatti più eleganti, e anche questo è importante. Occorre dunque trovare la giusta mediazione: ecco, ritengo sia necessario che, come sempre, si cerchi la virtù che sta nel mezzo fra la tradizione e la modernità, che poi può sembrare come inventare l'acqua calda, lo so, ma che in realtà è equilibrio difficile da raggiungere. E comunque non c'è dubbio: di Taurasi buoni in giro ce n'è parecchi, e un bel po' li ho potuti assaggiare a Radici del Sud, e qui di seguito cerco di dare brevemente conto di qualche bottiglia che ho trovato d'interesse: mi limito a cinque, per brevità di narrazione. Metto tuttavia le mani avanti: non mi soffermo su elementi identitari, su canoni di territorialità e tipicità - non ne so abbastanza -, ma mi limito a dire del vino in sé, del rosso che ho avuto nel bicchiere, e della sua piacevolezza.
Taurasi Primum Riserva 2006 Guastaferro
Strizza l'occhio alla modernità, certo, ma ha sostanza notevole e nitida stratificazione di frutto e di tannino e bella speziatura.
Tre lieti faccini :-) :-) :-)
Taurasi 2006 Calafè
Erbe alpestri e rosmarino, frutti maturissimi e accenni di confettura e noce, e poi polpa e tannino saldo. Il fruttino persiste a lungo.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Taurasi 2007 Montesole
Naso elegante, affascinante, avvincente: le erbe aromatiche intersecano il frutto e il pepe. In bocca corrisponde. Ed ha inattesa freschezza.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Taurasi 2008 Villa Raiano
Colore brillantissimo. Olfatto intriso di frutto rosso ed erbe officinali. In bocca guarda più all'eleganza che alla potenza, e non è certo un male.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Taurasi Terzotratto 2007 I Favati
Il legno tende ancora ad emergere, ma ha bel frutto e spezia dolce e origano. Morbido. Tracce di frutti sotto spirito e brandy. Interminabile.
Due lieti faccini :-) :-)

1 commenti:

  • Anonimo says:
    21 agosto 2012 alle ore 13:37

    Angelo, non ci sono dubbi , l'aglianico, nelle sue diverse interpretazioni, e' veramente un grande vitigno. Un caro saluto. Giovanni Palazzi.

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