Accidenti, mi ricordo il vino, ma non dove l'ho bevuto: la cosa è grave. Chissà, forse è vero che si beve per dimenticare, vallo a sapere. Però che fosse buono e che mi sia piaciuto me lo ricordo, e me lo ricordano le note che mi sono scritto. Si tratta d'una bolla oltrepadana che viene da Canneto Pavese: il Profilo, il brut nature di Andrea Picchioni. Metodo classico, 85 per cento di pinot nero, il resto chardonnay. E la cosa che impressione è che la bottiglia che ho tastato è del millesimo '98 ed è stata degorgiata nel gennaio del 2011, per cui è stata sui lieviti proprio un sacco di tempo. Perché questa è l'abitudine di Andrea Picchioni nel fare i vini con le bolle: tenerli a lungo sui lieviti, e se i risultati son quelli che mi son trovato nel bicchiere, be', come dargli torto?
Colore giallo paglierino con riflessi verdi: definizione da libro di scuola enologica, eppure adattissima in questo caso preciso, e il fatto che verdeggi tuttora dice dell'estrema giovinezza del vino, nonostante l'età. E insomma: già alla vista è bellissimo.
Eppoi ha naso di pane appena sfornato e di fiori di primavera e di fruttini (è soprattutto ribes, mi par di ricordare).
Bocca tesissima, a tratti mi verrebbe da dire perfino tannica. Asciutto, asciuttissimo. Ed ha sale e lunghezza. Se vi capita, non perdetevelo. E magari ricordatevi di dove l'avete bevuto, per poterlo poi ribere. Mica come è successo a me.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Brut Natura Profilo 1998 Andrea Picchioni
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

..pork....Angelo, vivo in Oltrepo, vi passero ferragosto e mi hai fatto venire voglia di andarmene a prendere un "paro de bose" e provare anch'io quello che descrivi così piacevolmente!
...ci vado subito, thò e poi si vedrà, non mi scorderò sicuramente di averle bevute al fresco di casa mia a ferragosto! O no?
Prosit!
E fammi sapere come lo trovi: i gusti sono personali