Vi piace invecchiare i vini australiani?

31 agosto 2012
[Angelo Peretti]
Non lo so quanti siano, in Italia, i fan dei vini australiani. Credo pochi. Ma ci saranno, perché non dovrebbero? E mi pare ovvio che se ci sono abbiano in cantina qualche vecchia annata dei rossi della Penfolds, che in Australia è un'icona del vino, e il loro Grange, giusto per dire, costa qualche bel bigliettone da cento euro. Ora, questa notizia è per loro, ma anche per chi i rossi di Penfolds non li ha mai bevuti, perché comunque la cosa credo sia interessante, in termini di marketing. La notizia è questa: su numero di settembre di Wine Spectator c'è un'intera pagina pubblicitaria titolata "Penfolds Recorking Clinics 2012. The ultimate in after-sales service". La faccenda è che quelli della Penfolds hanno speso un bel po' di quattrini di pubblicità sulla rivistona americana per illustrare il loro nuovo servizio post vendita, e spiegano che "solo Penfolds offre ai collezionisti la rara oppotunità di poter far valutare i loro vini invecchiati per 15 anni o più vecchi da parte del capo winemaker Peter Gago". E in più, "se necessario, i vini vengono aperti, assaggiati, rabboccati, ritappati e certificati da Penfolds gratis". Il tutto a New York il 19 settembre e a Houston il 24. Sappiatelo.
Ora, sappiamo che non è solo la Penfolds che fa il rabbocco e la ritappatura e la certificazione delle vecchie annate di vini di pregio. Tuttavia, non credo siano molte le aziende che quest'operazione vanno a farla nei mercati di destinazione dei vini. E comunque è un gran bel segnale al mercato quello d'una campagna pubblicitaria che fa capire che loro i clienti li coccolano, ovunque essi siano. O almeno io la ritengo una mossa notevole.

0 commenti:

Posta un commento