Questa sì che è una figata! Opps, si può dire 'sta parola? Ebbé, ormai l'ho detta. Certo, è proprio una figata: il 26 ottobre c'è la terza edizione annuale dello #ChampagneDay, che si scrive proprio così, col cancelletto davanti, perché è una roba che ha a che fare sì con lo Champagne, ma anche coi social media: Twitter, Facebook, insomma, quella roba lì. La cosa funziona così: bisogna iscriversi on line fra i patiti dello Champagne che accettano di partecipare a questo raduno virtuale (io ho aderito, per quel che conta), e poi occorre procurarsi una bottiglia di Champagne e il 26 ottobre berla, da soli o con gli amici, a casa o al ristorante o dove cavolo si vuole, e poi condividere su qualche social media foto, note di degustazione, esperienze o video , badando però di aggiungere al proprio intervento il tag #ChampagneDay. Il tag scritto così serve per rintracciare gli interventi sulla rete, che arriveranno da ogni angolo del mondo, da ogni fuso orario. Si comincia alle 12 di venerdì 26 e si va avanti per ventiquattr'ore filate. Una bizzarra, divertente maniera per un brindisi collettivo in giro per il pianeta. Nel nome delle bollicine champagnose. Sissignori, "mi piace", come si dice sui social network.

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