Due cru di Taurasi

18 settembre 2012
[Angelo Peretti]
Talvolta semplificare è necessario, e dunque per spiegare che cosa si intenda con la parola francese "cru" dico, semplificando appunto, che si tratta di un singolo vigneto dalle particolari caratteristiche geologiche, climatiche, produttive. Lo so, detta così non spiega bene, ma l'avevo premesso che avrei cercato una semplificazione. E tutto questo per dire che a Radici del Sud ho avuto la fortuna di provare due cru di Taurasi della stessa aziende e della stessa vendemmia, tratti da vigne piantate, se non ho capito male, lo stesso anno, e con lo stesso portainnesto, e con la medesima forma d'allevamento. Insomma, talmente tante identità, che le diversità che ho trovato nel bicchiere altro non sono che la rappresentazione, appunto, dei due differenti cru. E credo sia questa la strada da seguire: valorizzare le diversità.
I Taurasi sono il Coste e il Vigne d'Alto del 2007 di Contrade di Taurasi, aziend'agricola della famiglia Lonardo, a Taurasi, appunto. Da quanto leggo sul sempre informatissimo blog di Luciano Pignataro, e da quanto m'è stato raccontato anche a Radici, il primo, il Coste, viene da una vigna che ha radici su suoli argillosi e calcarei, a trecento e più metri d'altitudine, non molto discosto dal fume Calore, che ha dilavato i suoli dai residui vulcanici. L'altro, il Vigne d'Alto, proviene da un vigneto che sta invece proprio sopra a terre vulcaniche, memoria delle cenere e delle pomici riversate dalle eruzioni, ed è un po' - appunto - più in alto, sui quattrocento metri.
E adesso dico come li ho trovati, ma avverto che son vini ancora giovanissimi e di entrambi mi farebbe gran piacere poter fare un nuovo assaggio di qui a qualche tempo, quando saranno ancora meglio compiuti per un più prolungato affinamento nel vetro. E comunque sono vini da seguire, con l'interesse che è dovuto ai rossi che esprimono il territorio.
Taurasi Coste 2007 Contrade di Taurasi
Naso terroso. Di primo acchito, se non hai abitudine all'imprinting del Taurasi, può perfino dar l'impressione d'una qualche presenza ossidativa, ma così non è. Anzi, in bocca è saldissimo, e ha tannino giovine e spezia e rudezza. Certo, il frutto fatica ancora un po' a uscire, ma è rosso di carattere.
Due lieti faccini :-) :-)
Taurasi Vigne d'Alto 2007 Contrade di Taurasi
All'olfatto ricorda un po' il Coste, ma s'arricchisce presto di viola e di sigaro e di spezia e di ricordi di corteccia, di bosco. Propone cenni balsamici, direi, anche. In bocca è tannino e freschezza. Petali macerati ingentiliscono l'assaggio. Il frutto è maturo. La lunghezza davvero considerevole.
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

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