Il Nino diventò Pero Pan: ah, le carte dei vini!

19 settembre 2012
[Angelo Peretti]
Se le vie del Signore sono infinite, non meno innumerevoli sono le fantasiose scritture delle carte dei vini nei ristoranti. Mi domando come facciano: se ne leggono di tutti i colori, credetemi. E sì che basterebbe trascrivere quello che c'è scritto sull'etichetta, pari pari. Invece no: non c'è niente da fare, certi ristoratori, quando compilano le loro carte dei vini, scatenano la loro fantasia, talvolta con effetti umoristici. Ed è di questo genere la carta che ho visto qualche giorno fa in un posto di cui non dico il nome per opera di carità.
Lista dei bianchi.
Primo vino: Soave Anselmi San Vincenzo. Che c'è di strano? Che Anselmi è anni et annorum che non etichetta più come Soave, avendo deciso d'uscire della doc. E invece continuano a segnarlo come Soave: ben ti sta, Roberto...
Terzo vino: e qui viene il bello, e trattenere la risata è stato proprio, ma proprio difficile: Soave Pero Pan Classico. Non Pieropan, no: Pero Pan. Come una varietà di pere. Ma dai... Nino (Pieropan), ribellati!
Direte: be', dai, mica sono italiani, quelli del posto, e poi, lontani da Soave...
No no, italiani, e a un tiro di schioppo da Soave.



1 commenti:

  • Stefano Menti says:
    19 settembre 2012 alle ore 06:14

    Comunque, in tutti i risotoranti che vado a cena, quando sento il cameriere o sommelier parlare al tavolo di Anselmi, dice sempre un soave Anselmi...

Posta un commento