[Angelo Peretti]
Il Corriere della Sera titola: L'anti moda del "Vino libero". Ieri (ma io l'ho letto solo oggi, sorry). E spiega che Oscar Farinetti, patron di Eataly e di qualche bella e storica realtà vinicola langarola, ne lancia un'altra delle sue, perché vuol creare un "movimento" che riunisca vari produttori italiani per mettere sul mercato "tre milioni di bottiglie senza chimica". E quei vini senza macchia (chimica, nel vigneto) e senza paura avranno come comune definizione quella di "vino libero", che, ammettiamolo, suona meglio di "vino naturale" o "vino vero". E anche di "vino biologico", termine che a Farinetti non piace, perché, spiega a Luciano Ferraro, che firma l'articolo, "sa di medicina", e invece, aggiunge il creatore di Eataly, "noi
vogliamo avvicinare la gente a un concetto di vino pulito e buono,
continueremo con altre regole, per esempio per l'eliminazione dei
lieviti non naturali".
Ferraro informa poi che "per ora partecipano a 'Vino libero' le cantine Fontanafredda (quella di Farinetti), Mirafiore, Borgogno, Brandini, San Romano, Monterossa, Serafini & Vidotto, Le Vigne di Zamò, Fulvia Tombolini, Agricola del Sole, Calatrasi & Miccichè: 180 ettari di vigne, 350 addetti". E dice che si sono dati, i membri dell'associazione, "solo tre regole: niente concimi chimici, niente diserbanti, riduzione di almeno il 40 per cento della dose di solfiti consentita dalla legge". Ci sarà un portale per le vendite online, e sempre lì "enologi, agronomi e negozianti potranno scambiarsi informazioni". E poi l'anticipazione: "entro marzo la rete sarà completata".
Bene, idea per molti versi innovativa. Purtroppo, il diavoletto che s'insinua nelle tipografie temo ci abbia però messo la coda (una volta si diceva che era colpa del proto, ma oggi penso che il proto nei giornali non ci sia più), perché per visualizzare graficamente la diffusione delle maison del "Vino libero" è stata realizzata una cartina. Che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia: la cantina di Serafini & Vidotto è finita in Trentino. Eh, no! Quella sta a Nervesa della Battaglia, terra trevigiana, "dove il Piave tocca la lunga collina del Montello" si dice sul sito aziendale, ed è dunque terra veneta, mica trentina. Vuoi vedere che il sogno di tanti veneti, e cioè farsi annettere dal ricchissimo Trentino autonomo strafinanziato, la realizza il "Vino libero" di Farinetti?

0 commenti:
Posta un commento