Il Barolo è il Barolo, poi si discute

12 settembre 2012
[Angelo Peretti]
Oh, il Barolo! Il più elegante dei rossi italiani. Sì, elegante, aristocratico. Magari figlio di un'aristocrazia contadina che è fatta di silenzi, di arie, di odori. Me ne sono aperto una bottiglia qualche giorno fa, di Barolo, perché era giorno da Barolo, con quell'improvviso calo della temperatura che sembrava di essere a novembre inoltrato. Sono sceso in cantina e sono andato allo scaffale dei nebbioli ed è uscita una bottiglia del Vigna del Gris del 2004 dei Conterno Fantino. Figlio del lavoro di vigna di Claudio Conterno e del lavoro di cantina di Guido Fantino. Ed è stata festa.
Ecco, dicevo dell'eleganza. Questo è un rosso elegante. E mi viene in mente quella parola che i francesi dicono per i rossi che più gli piacciono: finesse, perché è la finezza che mi piace in un rosso, e questo è vino che fa della finezza il suo tratto caratterizzante.
La trama tannica è stata addomesticata dal tempo. Il frutto e la terra giocano a rimpiattino dentro al bicchiere. E poi quei fiori appassiti che ti avvolgono e ti coccolano.
Sì, il Barolo è il Barolo. Poi si può discutere.
Barolo Vigna del Gris 2004 Conterno Fantino
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

2 commenti:

  • Mario Crosta says:
    27 settembre 2012 alle ore 12:55

    La cosa piu' bella di questo pezzo e' la semplicita'. Il vino piu' buono non ha bisogno di poemi interminabili: due parole bastano, il resto e' nel calice e fa sognare. Meno particolari sui sogni e meglio e'...
    Scommetto pure che l'hai bevuto all'alba, con la finestra aperta sull'aria fresca, due fette di buon salame nostrano e un pane profumato di forno!

  • Angelo Peretti says:
    27 settembre 2012 alle ore 13:45

    Grazie, Mario. Hai colto nel segno. Unica eccezione è l'ora: non era mattina. Il resto è perfetto. Anche la fetta di salame.

Posta un commento