[Angelo Peretti]
Una volta bevevo il Copertino. Lo compravo all'Esselunga. Era quello della cantina sociale di Copertino. Ottimo rapporto qualità-prezzo: ne restavo ogni volta impressionato. La spiegazione c'era: solo di recente ho saputo infatti che l'enologo della cooperativa pugliese, e insomma il padre del Copertino e di fatto della sua stessa doc, era Severino Garofano, uno dei maestri del vino del Sud. Mica poco, davvero. Poi però non l'ho più preso, perché la mia personale cantinetta stava cominciando a straripare di bottiglie. Magari alla prima occasione se l'Esselunga tratta ancora quel rosso di Puglia lo riassaggio, giusto per vedere se è in linea coi ricordi che ne ho.
Sta di fatto che da quand'ho smesso di prendere quello della Cantina sociale non m'è più capitato di bere un Copertino. Fino a qualche tempo fa, quand'ho partecipato ai lavori della giuria internazionale di Radici del Sud. Ché tra i rossi meridionali a base di negroamaro n'ho trovato uno che mi piaceva parecchio e poi, a selezioni finite, ho saputo che si trattava, appunto, d'un Copertino. Una Riserva del 2004, quella dell'azienda della famiglia Apollonio. Settanta per cento di negroamaro, il resto montepulciano.
Velluto, moribidezza, fiori, frutto rosso maturo. Vino d'impronta moderna, certo, ma anche di notevole carattere, e insomma bello, slanciato, elegante. Uno di quei rossi che ti viene da dire: ben fatto. E ho ritrovato il piacere del Copertino.
Copertino Rosso Riserva Divoto 2004 Apollonio
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)

Accidenti, sono appena tornato dalla Puglia e non ho bevuto esattamente emozionandomi. Sono passato anche a Copertino ma ignoravo l'esistenza della denominazione.
Proveremo di sicuro.