Un Teroldego di montagna

25 settembre 2012
[Angelo Peretti]
Ho visto che il Gambero Rosso gli ha dato i tre bicchieri sulla guida prossima ventura, quella del 2013, di imminente uscita. Ho visto pure che la guida dei ViniBuoni d'Italia del Touring Club gli ha dato la corona.  Lo Schwarzhof Ternet 2010 degli Zeni, vignaioli e distillatori degli Zeni, a Grumo di San Michele all'Adige, Trentino, alla fine risulterà tra i rossi più premiati d'Italia. Direte: e vabbé, lo dicono le guide, e questo che c'entra con InternetGourmet? C'entra perché questo Teroldego montanaro di Roberto Zeni l'ho tastato di recente anch'io, e anche a me ha fatto grande impressione. Proprio buono.
Il vigneto di teroldego - mi si dice - è stato piantato su un pendio scosceso a 450-500 metri d'altitudine, con una pendenza da brividi, e dunque ci si lavora solo a mano, e la forma d'allevamento è il ritocchino, come succede in situazioni del genere. La vigna è giovane, mi pare sugli otto anni. Il suolo è dolomitico, bianco calcareo. C'è un maso, il Maso Nero, lo Schwarzhof, appunto, e chissà perché lo chiamarono nero, visto che lì intorno è tutto bianco.
Il vino fermenta a barrique aperta, sfasciata apposta e poi, dopo una quindicina di giorni, si svina e si ricostruisce la barrique, la si riassembla, e ci si rimette dentro il vino di nuovo.
Il Ternet l'ho provato ai primi di settembre ed era giovane giovane. Raspava in bocca con quel suo tannino quasi graffiante. Ma era solo, appunto, questione di giovinezza, ché sotto c'era nettissimo il frutto che era lì che usciva di prepotenza, morbido, maturo. E poi ecco che il vino si fa elegante, e avvince. E la pienezza nulla toglie alla beva. Bravi
Vigneti delle Dolomiti Schwarzhof Ternet 2010 Zeni
Tre lieti faccini :-) :-) :-)

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