[Angelo Peretti]
Dunque ci siamo. Da mezzogiorno, oggi, siamo entrati nel terzo #ChampagneDay, e si va avanti per ventiquattr'ore. In tutto il mondo ci sarà - c'è - gente che come me scrive qualcosa in merito allo Champagne, e per far trovare urbi et orbi le cose che scrive a proposito delle bollicine franciose aggiunge al testo il tag #ChampagneDay. Ora, che io sia un fan dello Champagne, chi legge quest'InternetGourmet credo lo sappia piuttosto bene. Ma per quest'occasione vorrei riprendere quanto scrissi qualche tempo fa. E cioè che Cole Porter aveva ragione. Sì, perché una delle sue canzoni, "Well did you Evah?",
dice: "That French Champagne! So good for the brain!". Cioè: "Quello
Champagne francese! Così buono per la mente!". Oh, la cantavano Bing Crosby e Frank Sinatra (il film era "High Society"), mica scherzi!
In effetti qualche tempo fa
ho letto non so dove che lo Champagne conterrebbe una certa categoria
di polifenoli che aiutano il cervello a lavorare meglio. Anche se io a
queste continue scoperte eno-salutistiche faccio molta, molta fatica a
crederci. E poi, alla fin fine, chi se n'importa? L'importante è se lo Champagne ti piace o no. A me piace, molto. E dunque dico che Cole Porter aveva ragione perché bere Champagne,
permettetemelo, è davvero un gran bere. E quando si assaggiano vini con
le bolle, un buon Champagne emerge sempre. Parola mia, per quel che conta. Ma per me conta.

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