[Angelo Peretti]
Dal 24 di ottobre, salvo sorprese dell'ultima ora - leggasi proroga - che in Italia son sempre possibili, ed anzi sono quasi la norma, la grande distribuzione o la ristorazione o quant'altri non potranno più fare i furbetti con i pagamenti dei prodotti agricoli e alimentari. Il Governo ha infatti stabilito che le fatture vanno pagate entro trenta giorni se la fornitura riguarda prodotti deperibili e sessanta se invece i prodotti non sono deperibili. Il comparto agricolo ne ha esultato, ma, si sa, fatta la legge, spesso si trova l'inganno. E dei possibili meccanismi che mirano a vanificare la nuova normativa ha scritto di recente, in un illuminante articolo, il web magazine Teatro Naturale, diretto da Luigi Caricato (ha un'interessante newsletter: chi non si è ancora iscritto lo faccia, lo consiglio). Il titolo è eloquente: "Tutti i trucchi della GDO e dell'industria per evitare i termini di pagamento certo per gli agricoltori".
Tra i vari trucchi, ce n'è uno che reputo di più che probabile applicazione, perché di fatto fa guadagnare un bel po' di tempo al pagatore. La legge prevede infatti che se il venditore consegna la merce a più riprese, la fattura relativa vada emessa solo dopo l'ultima consegna del mese. Ora, è chiaro che con una norma del genere, è sufficiente che il supermercato di turno chieda (imponga: il potere negoziale, soprattutto con la crisi che c'è in giro, ce l'ha eccome) al fornitore di consegnare in più tranche, di cui l'ultima - guarda caso - coincide con una data vicina a fine mese. Il produttore a quel punto emetterà fattura il mese dopo, e i termini di pagamento slitteranno dunque in avanti almeno di un mese, con beneficio di una parte sola: la grande distribuzione.
Eh già, fatta la legge...

Settimana scorsa sono andato ad un convegno dal titolo Consumer&Retail organizzato dal Sole24ore. Ad una tavola rotonda, dove sedevano buyer GDO e Industria (c'erano Auchan, Conad, Eridania, Conserve Italia), penso siano emersi alcuni aspetti che, quanto meno io, non avevo ben chiari dopo aver letto il famoso articolo 62 del decreto sulle liberalizzazioni.
- Chi ci guadagnerà realmente? Secondo loro le banche, che vedranno per la prima volta la GDO, soprattutto quella più piccola, bussare la porta per chiedere credito.
- La piccola GDO scomparirà perché non ha la liquidità per pagare a 30/60 giorni. Neanche a 90 probabilmente pur utilizzando le tecniche sopra esposte. Al convegno parlavano della possibile concentrazione in poche mani e della scomparsa di almeno un 30% di GDO attualmente sul mercato.
- La grande GDO diminuirà gli stock e terrà solo merce ad alta rotazione sullo scaffale: merce realmente venduta in 60/90 giorni. La conseguenza sarà che moltissimi piccoli produttori usciranno da questo mercato e rischieranno la chiusura.