Quando le marmellate sanno di balli tropicali

2 ottobre 2012
[Angelo Peretti]
Devo a Paola Calciolari, patronessa delle Tamerici, e al suo pr Ezio Zigliani l'aver vissuto un attimo di gloria su Facebook. Nel senso che nel corso d'un piacevole sabato nella magica fucina di marmellate, confetture e mostarde di Paola, a San Biagio di Bagnolo San Vito (oh, quanti santi!) in terra mantovana, quel birichino di Ezio mi ha servito un piattino con sopra quattro fette di pane ben bene coperte di marmellata di amarene e di fragole, deliziose entrambe, e mi ci ha anche fotografato, e la foto l'ho messa sul diario di Facebook e in parecchi hanno cliccato sul "mi piace" (e capisco la loro invidia). Insomma: ai tempo dei social network va così. Gli è poi che non è una novità che i vasetti targati Le Tamerici mi piacciono assai, e in particolare - l'ho già scritto tempo fa - adoro la confettura di pere e vaniglia Bourbon.
Però quel sabato ero da Paola Calciolari nel paese del doppio santo perché presentava tre sue nuove idee. Insomma, la questione è questa: per la prima volta, invece che utilizzare frutta e verdura di Mantova, alle Tamerici si sono messi a fare tre nuovi prodotti utilizzando sapori esotici. Hanno creato la linea IceFusion, neologismo che sta a significare che si tratta di "cose" golose dalla doppia anima che si possono gustare sia calde che fredde: scaldate, sono delle insolite salse da maritare col cibo, fredde possono servire a "vestire" i piatti o a preparare cocktail. Paola dell'idea me ne aveva parlato a Identità Golose, a Milano, e adesso l'ha messa in pratica. E alle tre nuove confetture ha dato appellativi "danzanti": c'è quella che ha nome Chacha ed è fatta con ananas e cocco, poi il Bolero di papaya e frutto della passione e il Mambo di mango e chili, moderatamente piccante. La mia preferenza va al Chacha, ma è tutta questione di gusti.
Che poi si possano adoperare anche calde, 'ste confetture tropicaleggianti, ci è stato dimostrato con uno stage di cucina cui hanno assistito varie foodblogger armate di notes e macchina fotografica. Io di cucina scrivo poco poco, e di ricette men che meno. Ma devo dire che quel che è stato realizzato nel laboratorio di Paola Calciolari l'ho trovato piuttosto interessante. Giusto per la cronaca: salmone marinato leggermente affumicato con salsa Chacha, insalata di finocchio e arance con gamberoni in padella al Mambo, raviolo al Bolero con ragù d'anatra, costine cotte a bassa temperatura con Mambo, cheesecake Chacha, crema bruciata al Mambo, crostata di briciole e Bolero, bavarese IceFusion. La cosa che mi ha impressionato è che tutte 'ste robe le hanno fatte in quattro e quattr'otto. Io ci metterei una vita, mi verrebbero male e sporcherei una ventina di pentole.
E siccome si parla di cucina, e cucina vuol dire ricette, ecco che passo dalla parte dei foodblogger e fornisco una delle ricette di cui ho detto. Quella che mi pare più alla portata, e che dovrò prima o poi realizzare, perché il vassoio è stato spazzolato dai presenti così in fretta che non l'ho neanche potuta assaggiare.
INSALATA DI FINOCCHI E ARANCE CON  GAMBERONI IN PADELLA AL MAMBO
Ingredienti per 6 persone: 1 gamba di finocchio, 1 arancia, 400 g di code di gambero sgusciate, 120 g di Mambo, olio extravergine d’oliva, peperoncino, sale, pepe.
Esecuzione. Tagliare finemente il finocchio, meglio se con l’affettatrice, poi conservarlo in acqua fredda sino al momento di servirlo, pelare a vivo l’arancia e conservare il succo. Asciugare bene i gamberoni, poi unirli in una ciotola con il Mambo un filo di olio, sale e un pizzico di peperoncino, mescolare in modo che si insaporiscano e fare marinare per 20 minuti circa. Scaldare una padella e cuocere i gamberi a fiamma vivace per alcuni minuti. Disporre il finocchio ben asciugato in un largo piatto, unire gli spicchi dell’arancia e condire il tutto con olio, il succo tenuto da parte, sale e pepe, unire i gamberi e servire.
Et voilà: se a casa vostra la pensano come gli ospiti delle Tamerici, la mangeranno di gusto (voi, però, servitevene prima, in cucina).

0 commenti:

Posta un commento