[Angelo Peretti]
Il problema è il tempo che passa dalla sboccatura. Con le bolle è così: indovinare il tempo giusto è fondamentale, se si vuol godersele al top. Solo che non è facile. La mia regola, magari azzardata e contestabile fin che si vuole (ma è la mia regola, va bene per me, e ammette ovviamente eccezioni, ché non è regola assoluta, e col vino non c'è mai regola assoluta), è questa: per le cuvée non millesimate e in genere per i brut non millesimati, voglio una bottiglia dalla sboccatura abbastanza recente, giusto quel po' di mesi che servono a riassestare il vino, mentre per i pas dosé e gli extra brut, aspetto, e il tempo aiuta, eccome. Ne ho avuto la riprova proprio ieri quando, fermandomi per un aperitivo alla Dispensa Pani e Vini, la magica fucina di Vittorio Fusari, a Torbiato, mi sono coccolato con un bicchiere della Riserva Moretti 2004 di Bellavista. Splendidissimo Franciacorta Extra Brut.
Sulla guida del Gambero Rosso uscita l'anno passato, questa bottiglia veniva descritta così: "Più introverso e di difficile lettura l'Extra Brut Riserva Vittorio Moretti '04, dai toni minerali e tostati". Giudizio: due bicchieri rossi, ossia vicino all'eccellenza, ma sotto la fatidica soglia dei tre bicchieri gamberisti. Be', oggi, quell'introversione, quella ritrosia, proprio non ci sono (e anche se non l'avevo mai bevuto prima, ci credo assolutamente che invece un anno e passa fa ci fossero: è tipico delle bolle più secche). E neppure c'è più la tostatura, se non in una nuance, gradevole, di frutta secca, e lo dico io che avverso la presenza tostata nelle mie bollicine. Oggi il vino è in forma strepitosa, e la lettura è di rara piacevolezza. E questa è la riprova, l'ennesima, che con gli extra brut occorre pazientare. Bisogna aspettarli, concedere loro quel tempo che serve perché possano liberarsi dalle zavorre e volare.
Il perlage è minutissimo, quasi cremoso, elegante, suadente. Soffice: mi vien da usare quest'aggettivo. Il mandarino, il kumquat, l'arancia rossa emergono delicatamente con la loro succosa e calibratissima presenza, e rinfrescano il palato, avvincono. Vene di fiori, e sono fiori d'agrumi, di limone, intersecano e arricchiscono le memorie agrumate del frutto. E poi la pesca bianca, matura, a riportarmi l'estate che va finendo. E un che di nocciola appena raccolta.
Una delle migliori bolle che mi sia mai capitato di bere in Franciacorta e in Italia. Anche se il prezzo non è proprio, ahimè, da bollicina italiana: a bicchiere veniva 13 euro, la bottiglia, sullo scaffale dell'enoteca, 70.
Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti 2004 Bellavista
Tre lieti faccini (e anche di più) :-) :-) :-)

Complimenti alla dispensa per il prezzo praticato, solitamente lo trovo sui 100€ nelle enoteche e chiaramente, lo lascio molto volentieri , a quel prezzo sullo scaffale.
Per buonissimo che sia a 100€ si va a scontrare con dei top player francesi che fan tremare le gambe.
A 13€ al calice lo berrei invece molto volentieri.
Michele Malavasi
La Dispensa è un luogo del cuore: grandissima cucina e prezzi ragionevoli, what else?
Caro direttore,
concordo con lei ma è inutile negare come sia in accordo anche con il commento di Anonimo
Concordo anch'io, e dunque concordiamo tutti.