Se vi interessa, da domani c'è il Novello

29 ottobre 2012
[Angelo Peretti]
Se vi interessa, dalle ore 0,01 di domani 30 ottobre è in commercio il Novello del 2012. Aspettate la mezzanotte e poi potete scatenarvi. Be', circa, e se vi interessa, dico. Già: da quest'anno il Novello lo si vende dal 30 di ottobre, non più dal 6 di novembre. Sono cambiate le norme, che valgono per tutti i Novelli italiani, salvo che qualche disciplinare preveda espressamente date diverse. Ed è cambiata qualche altra regola. Per esempio, perché un vino si possa chiamare Novello non è più sufficiente che venga ottenuto per il 30% con la tecnica della macerazione carbonica, ma occorre che la quota sia almeno (acciderbolina) del 40%: sempre troppo poco, dico io, ché per ridare una qualche dignità al Novello in caduta libera ci sarebbe una sola soluzione, ed è quella di rendere obbligatorio l'uso esclusivo (il 100% intendo) della macerazione carbonica, altroché 40%.
Se non ho capito male, non si può più neanche tagliare il Novello con vini di annate precedenti: non scandalizzatevi, la pratica del taglio di annata sino alla misura del 15% è consentito su tutti gli altri vini. Ah, dimenticavo: il Novello può perfino andare in bag-in-box.
Detto questo, sono curioso di vedere quali performance di vendita sarà capace di produrre il Novello italiano del 2012. Pare che nel 2011 - l'ho letto su L'Enologo, house organ di Assoenologi - la produzione sia stata intorno ai 5 milioni di bottiglie, contro i 18 milioni del 2002. Una triste parabola discendente, generata dall'ingordigia dei mercanti e dei produttori, ma anche dal clamoroso autogol della normativa: insisto nel dire che un Novello fatto solo in parte con la macerazione carbonica non ha senso.
Ora faccio outing: a me bere un paio di bottiglie di Novello in tardo autunno piace. Sissignori. Con le castagne, ma anche col pesce fritto, col baccalà alla vicentina, con l'agnello a scottadito o al forno. Però voglio che sia Novello fatto col 100% di macerazione carbonica. Purtroppo, in giro non ce n'è così tanto.

17 commenti:

  • Vittorio Vezzola says:
    29 ottobre 2012 alle ore 07:17

    Io non amo molto il novello, e saranno dieci anni che non lo bevo. Certo ero convinto che fossero tutti fatti al 100% di macerazione carbonica, mi chiedo che senso abbia mischarlo con il vino, migliorare le doti di invecchiamento ? :)

  • Mario Crosta says:
    29 ottobre 2012 alle ore 07:58

    Io i novelli italiani non li bevo piu' da tempo, proprio da quando non sapevano piu' di Novello. Ho scritto la mia opinione gia' tempo fa, nel 2007 qui: http://www.enotime.it/zooms/d/novello-ma-se-non-e-bricconcello
    Percio' anche in questo, Angelo, non hai bisogno affatto di convincermi, puoi fondare il partito relativo ed hai gia' il primo iscritto.

  • Edanpink says:
    29 ottobre 2012 alle ore 09:17

    Angelo,
    e se proprio uno volesse avvicinarsi ad un Novello 100% 'carbonico'?
    Consigli?

    Novello Terrazze della Luna o c'è di meglio?

    Daniele

  • Angelo Peretti says:
    29 ottobre 2012 alle ore 11:54

    Daniele, il Bardolino Novello è prodotto in genere con il 100% di macerazione carbonica: anche se ormai a produrlo sono rimasti veramente in pochi, scegli magari uno dei piccoli produttori della zona.

  • Nic Marsèl says:
    30 ottobre 2012 alle ore 11:45

    E come si fa a sapere se un novello ha fatto al 100% macerazione carbonica?

  • Maria Grazia says:
    31 ottobre 2012 alle ore 16:21

    Caro Angelo,
    tre giorni al Salone del Gusto mi hanno impedito di leggerti e quindi oggi al supermercato mi sono vista davanti la bottiglia di Novello della Cantina di Custoza a 2,99 e mi sono stupita... Ce ne vorrebbe per competere ( anche lontanamente) con i cugini fracesi, i quali non si sognano di immettere sul mercato il Beaujolais Nouveau prima del 15 novembre. Però concordo, qualche bottiglia la bevo ancora: pochissime, solo quelle che riportano in etichetta l'utilizzo per intero della macerazione carbonica. E qui c'è da dire che non tutti i produttori di BArdolino lo certificano in etichetta ( chissà se vale ancora il simbolo di Sole e Luna?). E per la verità in etichetta lo dichiarano alcuni produttori trentini, ed è un Novello da teroldego.
    Buone castagne e Bardolino! ( Meglio davvero, per me, un Bardolino 2011)!

  • Mario Crosta says:
    31 ottobre 2012 alle ore 17:56

    Brava Maria Grazia, con le caldarroste non si discute neanche: Bardolino! Quei gran sgropponi dei vignaioli che hanno ricostruito un vigneto distrutto al 90% da una grandinata mai vista a memoria d'uomo e che con pazienza, tanti debiti e una caparbieta' proverbiale... beh... pensavano proprio alle caldarroste, che non si possono lasciare senza Bardolino. Come sempre, Maria Grazia, bacini e bacioni.

  • Nic Marsèl says:
    31 ottobre 2012 alle ore 19:26

    Il problema è che le castagne nei nostri boschi non si trovano più

  • Angelo Peretti says:
    31 ottobre 2012 alle ore 20:20

    Maria Grazia, il sole e la luna non certificano nulla, però il disciplinare del Bardolino Novello prevede almeno l'85% di macerazione carbonica, il che di fatto spinge praticamente tutti a farla al 100%.

  • Mario Crosta says:
    1 novembre 2012 alle ore 08:09

    Infatti, Angelo, continuo ad avere la stessa posizione che ho scritto anni fa su Enotime e cioe' che mi basterebbe proprio che l'Istituto del Novello imponesse almeno l'85% di macerazione carbonica, secondo la proposta di uno dei produttori, da me soltanto ripresa per ampliarne la visibilita'.
    Nic, nei tuoi boschi forse no, ma di castagne ce ne sono un casino in tanti altri boschi del Settentrione e quando vado a funghi torno a casa spesso con piu' castagne che funghi...

  • Angelo Peretti says:
    1 novembre 2012 alle ore 08:22

    Mario, purtroppo non credo che l'Istituto del Novello abbia le prerogative per poter agire: approfondirò, ma non penso. A me piace bere un paio di bottiglie di Novello ogni anno, ma bevo solo quello fatto col 100% di macerazione carbonica. Purtroppo, la normativa italiana, semplicemente assurda, ha finito per espellere dal mercato proprio quello fatto meglio, che è andato fuori prezzo, perché eccessivamente costoso rispetto al Novello fatto solo col 30-40% di macerazione.

  • Mario Crosta says:
    1 novembre 2012 alle ore 08:45

    Hai ragione, ma se nemmeno quell'Istituto prende posizione per la modifica della legislazione, campa cavallo che andra' sempre come adesso. E i produttori che fanno macerazione carbonica almeno per l'85% dovrebbero dichiararlo in etichetta a caratteri leggibili.

  • Angelo Peretti says:
    1 novembre 2012 alle ore 09:03

    No, Mario, stavolta non concordo: i produttori che fanno macerazione carbonica al 100% saranno purtroppo costretti a smettere di produrre Novello. Semplicemente non lo faranno più, come infatti sta accadendo. Anzi: come quasi tutti hanno già fatto.
    Solo un paio di dati, per dirti della "mia" denominazione che da sempre prevede "almeno" l'85% per cento di macerazione carbonica (e dunque, di fatto, il 100%, perché chi arriva all'85% non ha alcun vantaggio nel fermarsi a quella soglia, e fa il 100%). Nel 2007 le bottiglie di Bardolino Novello erano 1 milione, lo scorso anno 300 mila, quest'anno credo che non si arriverà a 200 mila. Non vale la pena produrre Novello ben fatto: bisogna usare uva sanissima, vendemmiarla a parte, gestirla in tempi rapidissimi, e questo costa troppo e dunque sei fuori mercato, in un mercato drogato da un mare di Novello a bassissimo prezzo che è Novello solo in etichetta, facendo appena il 30% (ora il 40%) di macerazione carbonica.
    La moneta cattiva scaccia quella buona. Inevitabile. L'Italia del Novello prima ha assassinato il Novello fatto bene e adesso si sta suicidando.

  • Mario Crosta says:
    1 novembre 2012 alle ore 09:21

    Stavolta mi lascio convincere, hai fotografato la situazione mettendola a fuoco molto bene. Peccato davvero per l'opportunita' produttiva buttata così stupidamente al macero, ma la cosa non mi interessa piu' di tanto, poiche' bevo anch'io soltanto un paio di bottiglie l'anno con le caldarroste e lo prendo da chi lo sa fare bene, cioe' i Francesi. Non sanno fare i rosati e questo non glielo nascondo, ma hanno il merito di fare Novelli veri, di nome e di fatto, anche buoni almeno fino a Carnevale. Poi basta.

  • Nic Marsèl says:
    1 novembre 2012 alle ore 13:28

    Angelo, quindi se prendo un novello di Bardolino vado sul sicuro, indipendentemente da quello che (non) è scritto in etichetta, giusto?
    Mario, quest'anno sulla raccolta di castagne in Lombardia si stimano perdite attorno al 70% a causa della siccità e della "vespa cinese".

  • Mario Crosta says:
    1 novembre 2012 alle ore 13:52

    Nic, meno male che non c'e' soltanto la Lombardia... o siamo Mediolanocentrici? A Marzio, sul monte Pianbello, il problema non si e' sentito. E neanche a Osimo. Certo che la siccita' ha fatto strage, non solo di castagne ma anche di lamponi e mirtilli, ed e' giusto che tu lo ricordi e Dio te ne renda merito. Ma dovevi vedere quando la grandine ha distrutto Bardolino, c'erano uomini adulti che piangevano, gente che ha perso tutto, alcuni per farli ricominciare c'e' voluto un miracolo. E Bardolino e castagne ce li abbiamo ancora. Questa gente ha bisogno di te, di noi, di farsi sentire anche attraverso un tuo commento scritto, altrimenti ci si dimentica della loro presenza attiva che ci restituisce ogni anno il buon frutto della loro lodevole fatica. Altrimenti discutiamo di poesia e qui non avrei proprio piu' nulla da dire.

  • Anonimo says:
    5 novembre 2012 alle ore 11:47

    Concordo con Angelo sul suicidio del vino novello in Italia. Con una certa dose di perfidia potrei chiosare che si tratta di un suicidio che non mi farà versare nessuna lacrima. Se una o due bottiglie bastano a soddisfare la curiosità del novello, oltre non credo sia necessario andare. Insomma, si può vivere bene anche senza novello. Mi scuso per l'estrema franchezza, ma, con tutti i vini che esistono al mondo, non sento il bisogno di bere il novello (Beaujolais compreso). Quanto alle caldarroste, il massimo è il mosto di uva fragola. Ma attenzione alle macchie, e ai postumi...
    Mario Plazio

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