Sono arrivato tardi, ma l'Amarone del '67...

31 ottobre 2012
[Angelo Peretti]
Complici le consuete deviazioni per i lavori in corso e le precarie indicazioni del navigatore, sono arrivato un po' in ritardo sulle previsioni a Milano Golosa, la manifestazione goduriosa che Davide Paolini, alias il Gastronauta, ha organizzato a Sesto San Giovanni qualche po' di tempo fa. Appena entrato, ecco che trovo Davide che mi fa: "Scendi, scendi nella Sala del Tempo, che c'è la degustazione di Amarone". Agli ordini: scendo nella Sala del tempo, ossia la cantina del Grand hotel Villa Torretta (piccina e carina) e ti trovo un Luca Gardini, campione del mondo dei sommelier, in grande spolvero che parla di Amarone. Quello di Bertani. Accidenti, peccato: si sono appena bevuti il 2001, che è una gran bella annata, e sta per cominciare il giro dei bicchieri del 1981. Bene: mi accomodo e mi preparo a godermi il vino e lo show di Gardini, uno che, dice il suo sito è "genuino e spontaneo come il migliore dei vini nostrani" e certo "non riflette il classico stereotipo del vecchio sommelier d’un tempo".
In effetti, Luca in quest'Amarone dell'81 - in splendida forma - ci trova sì la rosa appassita o il rabarbaro o il tannino ancora vivo, ma esce spesso e volentieri dagli schemi del degustatore stereotipato quando dice che ha una grande sapidità e che "ti viene voglia di berlo". Ecco, concordo, è questo che fa la differenza tra un degustatore impostato e uno che ha davvero la passione del vino, e anche tra un vino davvero grande e invece uno solo grosso: è il dire che "ti viene voglia di berlo".
Poi arriva l'Amarone che ho nella mente e nel cuore: Bertani 1967. Non è la prima volta che lo bevo, e lo berrei molto di più se non fosse che una bottiglia d'Amarone d'antan della Bertani non è esattamente economicissima. Lo ritrovo come l'ho lasciato l'ultima volta che l'ho avuto nel bicchiere: lieve, elegante, posato, pacato, eppure infinito. Luca Gardini si scaglia contro l'uso del decanter per vini del genere: "L'aria può essere nociva", dice, coi vini invecchiati, e caspita se ha ragione! E poi racconta di quand'era piccolo e gli regalavano il bastoncino di radice di liquirizia, e questo vino ha proprio quel profumo. Sì, concordo, e ripeto: l'Amarone Bertani del '67 è uno di quei vini che ti aprono la mente e il cuore, e i ricordi fioccano. Forse non gli si può fare elogio migliore.

2 commenti:

  • Anonimo says:
    31 ottobre 2012 alle ore 09:31

    Segnalo a chi vuole assaggiarlo che Venerdì 16/11 a Casteldario di Mantova, c' è una serata AIS con la cantina Bertani, con verticale di amarone proprio fino al 1967 .
    Michele Malavasi

  • campedelli stefano says:
    4 novembre 2012 alle ore 21:33

    Salve Angelo
    condivido in pieno quanto scrivi dell'Amarone Bertani 67 . Un vino assoluto .Una pietra d'angolo .Ho avuto occasione di assaggiarlo ai Caprini di Torbe e poi al Maffei di Verona . Sempre con il commento di Cristian .
    Favoloso .
    Stefano Campedelli

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