[Angelo Peretti]
Non uso Twitter. Lo so, adesso verrò coperto di contumelie e farò la figura del retrogrado e del reazionario, ma no, non uso Twitter. Però a volte mi capita di leggere le cose che vengono twittate (bleah, che brutti neologismi) perché vengono riprese su qualche sito, su qualche blog, su qualche social network. Per esempio, qualche giorno fa Luca Ferraro, produttore di prosecchi colfondo dalle parti di Asolo, ha ripreso su Facebook (quello sì che lo uso) una domanda posta da Elisabetta Tosi su Twitter, e Luca dice di ritenerla "centrale per promuovere il nostro lavoro nei prossimi anni". La domanda è questa: "Meglio un marketing di territorio o uno di vitigno? Conegliano, Valdobbiadene, Asolo, o semplicemente Prosecco?"
Io la mia risposta l'ho data: Asolo. Punto.
Il Prosecco non è né Asolo, né Valdobbiadene, né Conegliano. Il Prosecco è Prosecco, Asolo è Asolo, e chissenefrega se anche l'Asolo è un Prosecco ed è fatto con l'uva glera (neo-designazione leguleia del vecchio vitigno prosecco). Asolo è Asolo. Punto. Sennò è la fine.
Io credo al motto: una denominazione, un vino. Quindi: Asolo e basta, Barolo e basta, Barbaresco e basta, Franciacorta e basta.
Di fatto, questa è la risposta anche al quesito che mi sono sentito porre millanta volte nell'ultimo anno: "Ma tu, come lo chiameresti il metodo classico del Trentino? Trento doc staccato o Trentodoc tutt'attaccato?" La mia risposta è semplice: Trento. Punto.
Trento e basta, senza suffissi.
Mi si obietterà che Trento non è un nome "di montagna" e che adesso invece il Trentodoc (per chi si ostina a usare questa terminologia) dev'essere presentato come bollicina di montagna. La mia contro-obiezione è di una semplicità disaramante: dov'è - domando - che viene fatta la stragrande maggioranza del Trento? Viene fatta a Trento, accidenti, mica in montagna. La Ferrari dei Lunelli è a Trento, via Ponte di Ravina. La Cavit, quella che fa il Trento Altemasi, è a Trento, via del Ponte. Può bastare? Semmai, Mezzacorona è a Mezzocorona, 20 chilometri da Trento, e mica montagna. Rotari è a San Michele all'Adige, 20 chilometri da Trento, e mica montagna.
Trento. Punto.
Asolo. Punto.
Barolo. Punto.
E scusate se è poco.

Ciao Angelo. Io sono d'accordo con te.
Purtroppo non faccio più vini doc ma, se all'inizio usavo la menzione 100% garganega sui miei Gambellara, successivamente inizia ad usare la menzione 100% terroir di Gambellara.
Perché il Gambellara è Gambellara. Punto.
Proprio così, Stefano. La garganega è lo strumento. È uno strumento.
Inserisco un link che potrebbe essere interessante per capire che la risposta non è affatto semplice ;)
http://ow.ly/fcGuz
Sicuramente lavorerei sul nome del luogo in cui viene prodotto il vino, così il consumatore riconosce l'area geografica e magari comincia anche a conoscerla.
Vino del territorio, significa promuovere e far conoscere il territorio ed Asolo ne è un esempio, di vigne e storia
Il vino e' il miglior ambasciatore di un territorio e fa il re sulla tavola. Non e' il galoppino di un vitigno. Il vitigno si ambienta ad un territorio e grazie a certi territori, ma non ad altri, diventa grande. Il tannat in Francia non lo vuole nessuno, eppure in Uruguaj si e' espresso al massimo, come nessun altro vitigno. Lo chardonnay a Chablis, idem, il sangiovese a Montalcino, idem. E quando si tratta di uvaggi o assemblaggi? C'e' qualcuno che mi vuol dire che lontano dalla Valpolicella gli stessi vitigni dell'Amarone danno un vino della stessa classe? In Argentina, per esempio...
Il problema in Italia è che ci sono denominazioni e quindi (potenzialmente) nomi di territorio, con bassa credibilità. E sono anche generoso. Una bella DOC o DOCG insomma non si nega più a nessuno. Un territorio avrà forza se ha qualcosa da esprimere. Altrimenti è meglio mettere il nome dell'uva, così almeno gli stranieri capiranno qualcosa. Non prendiamo in giro i consumatori e il pubblico straniero. Di centinaia di DOC italiane se ne può tranquillamente fare a meno, o raggrupparle in macrozone che abbiano un senso. Vagliela tu a spiegare a un cinese la Doc Riviera del Brenta (per dirna una..)
Mario Plazio