Borgogno 1961, la classicità del Barolo

28 novembre 2012
[Mario Plazio]
Non sono in grado dire se la moderna gestione di Farinetti (il patron di Eataly e di numerose cantine) rispetterà i canoni estetici-gustativi della famiglia Borgogno. Quella di Barolo è una cantina storica, nel vero senso del termine. Nel sottosuolo dimorano preziose annate, che periodicamente vengono aperte, assaggiate, ritappate ed etichettate. Cosicché ogni bottiglia che esce è verificata e in grado di dare soddisfazione. Ho avuto la fortuna di reperire questa bottiglia di ’61 qualche anno fa e l’ho aperta con molta reticenza, ma con grande piacere.
Volete sapere com’era? Impressionante di giovinezza, ma ben delineata nel suo profilo evolutivo. Insomma, si capisce che ha una certa età, ma ha dei tratti vitali da ragazzino.
Gli aromi sono incentrati sulle note terrose e comprendono il catrame, lo iodio (salmastro), il fegato e la terra bagnata. Poi vira verso la lacca cinese, lo smalto e finisce con i fiori e il minerale. Da nobile piemontese ha un incedere elegante e di grande classe. Direi che non fa nulla per farsi notare, non ne ha bisogno. La bocca è tranquilla, appagata, senza quell’impressione di concentrazione che disturba i Barolo moderni. Cangiante e sapido, regala tannini vellutati e una acidità spiccata che ne allunga la persistenza. Spero che questo ideale di classicità rimanga intatto anche con la nuova proprietà.
Barolo Riserva 1961 Borgogno
3 faccini :-) :-) :-)

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