[Angelo Peretti]
Non sapevo che esistesse. Confesso: non sono un esperto di liquori. Mi piace il gin. E qualche china: sì, la china, quella roba così demodé. Magari anche qualche anice (Pernod, mistrà, roba del genere). Poi sostanzialmente basta. Dunque, non sapevo che ci fosse anche l'Agwa de Bolivia. L'ho scoperto leggendo l'ultimo numero di Wine Spectator, rubrica Spirits, articolo dedicato ai "New Wave Liqueurs". Dice che, "grazie ad una tendenza che sta traversando il mondo dei cocktail, adesso è possibile entrare in un negozio di liquori e comprare legalmente un bottiglia di un alcolico - l'Agwa de Bolivia - che è aromatizzato con foglie di coca. Ovvio, nel drink non ci trovate le proprietà della cocaina, ma il punto è che improvvisamente vi trovate a disposizione una scelta di profumi esotici - per esempio açai, viola, cetriolo, rabarbaro, corbezzolo, fiori di sambuco, ibisco e rose, o un mix di cioccolato, caramello e vaniglia che viene chiamato cowpie - che sta dando una smossa a quel che è stata la categoria sonnolente dei liquori".
Urca, detta così 'sta Agwa de Bolivia mi mette una gran curiosità. Mica per la faccenda della coca. Piuttosto, per questa serie di aromi: intrigante.
Ho letto che viene prodotta ad Amsterdam e che le foglie di coca arriverebbero (uso il condizionale) iper protette fin là, addirittura "sotto scorta armata". Boh, la prendo per buona, ma non mi interessa. Invece mi piacerebbe provarlo, 'sto liquore. C'è qualcuno che ha già avuto occasione?

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