[Mauro Pasquali]
Spesso il catarratto, peraltro l’uva più
diffusa in Sicilia, è snobbato e considerato adatto a produrre vini
minori. Tuttavia questo vitigno può riservare piacevoli sorprese come in
questo Pyrama 2009. La mineralità accompagnata da piacevoli sentori di
frutta a polpa bianca aprono il naso a intriganti note di pietra focaia.
La bocca è piena e complessa. L’azienda produce nel territorio di Piana
degli Albanesi, a pochi chilometri da Palermo ma a ben 700 metri sul
livello del mare e l’altitudine si fa sentire nell’equilibrio e nei
profumi davvero piacevoli.
Solo catarratto, si diceva, per questa
piccola azienda di soli due ettari condotti biologicamente da un gruppo
di amici capitanati da Renata Colomba. Duemila bottiglie in tutto
dell’annata 2009 ma, se vi capita di trovarne una, non fatevi sfuggire
l’occasione di assaggiarla, investendo una cifra peraltro contenuta: lo
trovate sui 12 euro in enoteca.
Pyrama Sicilia 2009 - Colomba
Due beati faccini :-) :-)

Mauro,
il Catarratto come dici tu da grandi soddisfazioni al bevitore di vini siciliani e dopo la sbornia di Insolia (per me decisamente inferiore)è il momento di riscoprirlo e valutarne le sue capacità di evoluzione nel tempo.
Sembrerebbe anche avere una grande capacità di lettura dei luoghi in cui è coltivato il Catarratto di Piana degli Albanesi posto in alto e in ambienti freschi e ventilati esprime la mineralità di cui tu parli a Marsala il salmastro e una certa propensione ossidativa lo protanoo verso lidi di grande fascino e leggera decadenza.
Io sto bevendo il Girgis extra 2008 di Francesco Guccione ( a cui auguro una pronta ripresa dell'imbottigliamento) che mese dopo mese migliora e si complessifica su di una matrice minerale e il Catratto di Nino Barraco decisamente più bizantino e ricco.