[Mario Plazio]
Proseguo oggi con la terza (e ultima) puntata delle mie impressioni sui vini della guida Slow Wine 2013 che ho potuto assaggiare a Torino al Salone del Gusto. Registro che, anche con degustazioni di quest'ampiezza, è difficile proporre una fotografia della viticoltura italiana in un semplice scatto, anche usando un ampio grandangolare. Troppe le diversità di stile, di annata e di approccio al vino. Due o tre cosine le ho però capite. Per esempio, che per quanto riguarda i bianchi del 2011, il Veneto, di cui
peraltro non propongo singole schede di degustazione, non ha riservato
grandi sorprese, con maturità risicate e molti vini che denotano una
mano pesante da parte del vinificatore. Insomma più vini di cantina che
di vigna. Un'altra osservazione è invece che l’annata 2008 è memorabile per il Barolo, con vini maturi, freschi, dotati di tutto quello che serve per evolvere nel tempo. Ma anche buoni quasi da subito.
Non c’erano, ovviamente, solo i Barolo del 2008, ma anche di altre annate. Qui di seguito ci sono le mie note d’assaggio dedicate ai Barolo assaggiati.
Borgogno: Barolo 2007. Naso con note di arancio, spezie e rosa. Fresco, teso e largo, manca solo un pizzico di complessità ed esce l’alcol. 2+ faccini
Francesco Rinaldi: Barolo Brunate 2008. Non è il “citrico” per intenderci. Però è un gran bel vino. Marino e speziato al naso, assieme ad aromi di viola. Sembra piccolo, è invece di una eleganza folle, con tannini seri, come piacciono a me. 3 faccini
Ascheri: Barolo Sorano 2008. Fine e marino, minerale e serio. Al palato è muscoloso ma non eccessivo, resta elegante. 3 faccini
Brovia: Barolo Ca’ Mia 2008. Non delude, da sempre tra i miei preferiti. Un Serralunga nella sua dimensione gustativa, lungo e fresco. 3+ faccini
Cavallotto: Barolo Riserva Vignolo 2006. Liquirizia, erbe e radici. Caldo al palato e un po’ dolcino nel finale. Si farà. 2 faccini
Cavallotto: Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2006. Fine e speziato, profondo, si blocca a un certo punto, rimane la sensazione di dolcezza. Una scelta di cantina? 2+ faccini
Vietti: Barolo Lazzarito 2008. Bellissimo il naso, tra i migliori. Disteso, note di mare e di erbe e pietre. Bel finale, solo troppo giovane, ma che carattere. 3 faccini
Bovio: Barolo Gattera 2008. Fine, cuoio e spezie. Il vino si perde un po’ in bocca e si riprende nel finale. Ha comunque carattere. 2+ faccini
Cordero di Montezemolo: Barolo Enrico VI 2008. Fine, elegante, speziato e armonico. Floreale, dimensione da grande pinot nero. Bella conferma. 3 faccini
Silvio Grasso: Barolo Bricco Luciani 2008. Moderno ma senza forzature. Però in bocca il legno asciuga il finale. Non c’è nulla da fare, a mio avviso il nebbiolo sta bene nelle botti grandi, con pochissime eccezioni. 2 faccini
Giuseppe Mascarello: Barolo Monprivato Ca D’Morissio Riserva 2004. Un vino strano e originale. Balsamico, etereo, ceralacca, al limite del sentore di tappo... Acido, lungo, sembra uno Xerès secco per le note iodate e sapide. Non piacerà a tutti. 3+ faccini
Giacomo Conterno: Barolo Cascina Francia 2008. Profondo, lungo e potente, salato all’ingresso nel palato. Tannini agili e dimensione superiore. 3- faccini
Giovanni Manzone: Barolo Gramolere 2008. A metà tra classico e moderno. Bel finale. 2+ faccini
Elvio Cogno: Barolo Ravera 2008. Molto aperto, quasi facile, ma è solo apparenza. E’ pronto ma nel finale fa intendere che si tratta di Barolo. Buono subito e tra 20 anni. 3 faccini
Gabutti Franco Boasso: Barolo Serralunga 2008. Una delle rivelazioni e forse il miglior rapporto qualità/prezzo. Precipitatevi! Cenere e caffè, smalto e spezie. Salmastro e tirato con un bellissimo finale. Grande tradizione. 3+ faccini
Alessandria: Barolo San Lorenzo 2008. Tra i più eleganti della degustazione, è sempre uno dei più classici. Palato un po’ più caldo ma con buona acidità. 3 faccini
Burlotto: Barolo Acclivi 2008. Uno dei colori più scarichi al colore, e questo mi piace. Trasuda tradizione, vino d’altri tempi. Astenersi modernisti. 3+ faccini
Schiavenza: Barolo Prapò 2008. Altra rivelazione della giornata. Cuoio e balsamico, austero e Serralunga fino al midollo. Materia e potenza, gestiti con eleganza. 3- faccini
Schiavenza: Barolo Bricco Ceretta 2008. Più fine ed elegante del precedente. Minerale e setoso, pronto ma anche capace di evolvere. Maturo. 3 faccini
Giovanni Rosso: Barolo Serralunga 2008. Salmastro e sapido, tannini ben esibiti. Esemplare. 2 faccini e mezzo
Giovanni Rosso: Barolo La Serra 2008. Più elegante e minerale. Pepato, ancora indietro nell’evoluzione ma darà soddisfazioni. Finale eccellente. Richiede pazienza. Uno dei migliori in assoluto. 3+ faccini

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