Slow Wine 2013: il Sud in cerca di finezza

15 novembre 2012
[Mario Plazio]
Dopo le prime impressioni pubblicate ieri, proseguo con le mie note di degustazione dei vini assaggiati al salone del Gusto di Torino durante la presentazione della guida Slow Wine 2013. Ho voluto concentrarmi sui vini del Sud, che mi hanno rivelato una immagine in chiaroscuro. Ancora troppe etichette mi sono sembrate frutto di un approccio che rozzamente potrei semplificare in: maturità, frutto, legno. Ineccepibili sotto il profilo tecnico, ma tavolta troppo compiaciuti della loro potenza e con legni non sempre eleganti. Accanto a questi ci sono però anche prodotti molto più vicini al territorio e dotati di reale finezza. Sono questi a mio avviso che dovrebbero indicare la via ed essere presi ad esempio da una sempre maggiore schiera di produttori.
Qui di seguito le note di alcuni assaggi di vini del Sud che mi hanno colpito.
Antica Masseria Venditti
: Aglianico 2008. Bel naso, vino sulfureo, animale e minerale. Fresco e complesso, caldo ma senza note di confettura. Buone prospettive. 3- faccini
Contrada Salandra: Campi Flegrei Piedirosso 2010. Vino che profuma di terra, cenere, sangue e fiori. Complesso e dotato di una architettura perfetta. Finale brillante. 3+ faccini
Villa Diamante: Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2010. Profumato e minerale, mi sembra che abbia un finale però un po' seduto. 1+ facciniCaggiano: Fiano Bèchar 2011. Impressione di un vino poco spontaneo. Gradevole, meglio in bocca. 1 faccino e mezzo
Caggiano: Taurasi Vigna Macchia dei Goti 2008. Profondo, minerale, notevole finezza e tannini da domare. Andrà molto lontano. 2 faccini e mezzo
Montevetrano: Montevetrano 2010. Assoluta classicità, tutto molto misurato e naturale nello scorrere delle sensazioni. 3 faccini
Russo: Taurasi Spalatrone 2007. Moderno con un cuore antico. Il vino riesce a prevalere sul rovere che conferisce una patina di attualità. 2+ faccini
Giancarlo Ceci: Castel del Monte Nero di Troia Felice Ceci Riserva 2009. Pulito e complesso. Sorprende per l’assoluta eleganza. 3 faccini
L’Astore Masseria:  Alberelli di Negramaro 2008. Spezie e cacao, maturo ma non pesante. La sovra maturazione genera un vino godibile e facile. 2 faccini e mezzo
Castello Monaci: Negramaro Maru 2011. Molto ben fatto, moderno, non sorprende ma si fa piacere. 2 faccini
Duca Carlo Guarini: Salento Malia Malvasia Nera 2009. Intrigante, speziato con un palato potente ma fine. 2 faccini e mezzo
Pietraventosa: Primitivo Gioia del Colle Riserva 2008. Grande fruttone, fiori, setoso e caldo con una buona acidità. Godurioso. 2 faccini e mezzo
Chiaromonte: Gioia del Colle Primitivo Riserva 2009. Vino marcato dal legno con sentori di caramella. Un po' amaro il finale. 1+ faccini
Polvanera: Gioia del Colle Primitivo 14 2009. Semplice e floreale, piace per la spontaneità. 2 faccini
Polvanera: Gioia del Colle Primitivo 17 2009. Vigne ad alberello su suolo di argilla. Vino di una dimensione superiore. Nonostante la massa alcolica si beve con piacere. Ricorda in piccolo un ottimo Porto. 3 faccini
Attanasio: Primitivo di Manduria 2009. Composta di fragole e lamponi. Alcol che sembra prevaricare e tannini da calibrare. 1+ faccini
Camerlengo: Aglianico del Vulture 2008. Affinato in tini di castagno. Bel naso di sangue, pepe e minerale. Serio il palato con tannino ben presente. 2 faccini e mezzo
Grifalco della Lucania: Aglianico del Vulture Damaschito 2008. Sfodera più eleganza che potenza. La materia però non mi sembra sostenere l'assaggio. 1 faccino e mezzo

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